Lombardia, il candidato Fontana la spara grossa sui migranti: “La razza bianca è a rischio”. Svolta xenofoba del centrodestra in campagna elettorale

dalla Redazione
Politica

Sorpasso e controsorpasso. Rigorosamente a destra. Prima Silvio Berlusconi, ospite di Barbara D’Urso a Domenica Live su Canale 5, che piazza l’allungo di Forza Italia: “In Italia ogni 20 secondi c’è un reato, non c’è più sicurezza, alla criminalità italiana si è aggiunta la criminalità di 476 mila immigrati che sono in Italia e che per mangiare devono delinquere”. Poi l’accelerata del leghista Attilio Fontana, candidato governatore del Centrodestra in Lombardia, che in un’intervista a Radio Padania piazza il controsorpasso del Carroccio sul partito del Cavaliere: “Non possiamo accettare tutti gli immigrati che arrivano: dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate”.

Storie tese – E a poco serve la precisazione dell’ex sindaco di Varese, accreditato come esponente dell’anima moderata della Lega, quando ormai il danno è fatto e le polemiche già divampate. “È stato un lapsus, un errore espressivo, intendevo dire che dobbiamo riorganizzare un’accoglienza diversa che rispetti la nostra storia, la nostra società“, precisa, rettificando le parole dal sen fuggite. Insomma, solo un qui pro quo, assicura lui, quando ormai è troppo tardi per metterci una pazza. Il coro dell’indignazione è già partito. “La Lombardia è la più grande regione del Paese: la sua economia traina tutta l’Italia ed è punto di riferimento per l’Europa. Ci aspettavamo un dibattito alto, bello, nobile, sui contenuti. E invece il candidato della destra, leghista, parla di ‘razza bianca’ e di invasioni”, accusa dalla sua pagina Facebook il segretario del Pd, Matteo Renzi. “Noi insieme a Giorgio Gori parliamo di innovazione e capitale umano – aggiunge il leader dem -. Siamo una squadra che sceglie il futuro, non la paura. Altro che farneticanti dichiarazioni sulla ‘razza bianca’: il derby tra rancore e speranza è la vera sfida che caratterizzerà il 4 marzo, in Lombardia come nel resto del Paese. Andiamo avanti, insieme”. E a poco serve il tentativo dell’azzurra Maria Stella Gelmini di buttare acqua sul fuoco: “Conosco Fontana da tempo, è una persona seria e moderata, non un razzista – assicura l’ex ministra e coordinatrice lombarda di Forza Italia -. Si è trattato di una frase infelice della quale si è già scusato”. Parole che non fermano la polemica.  “Quelle di Fontana sono parole razziste inaccettabili. Il fatto che i sondaggi diano il candidato leghista molto avanti è un dato preoccupante – scrive su Facebook il capogruppo di Mdp alla Camera ed esponente di Liberi e uguali (Leu), Francesco Laforgia -. Ma è anche il segno che la discussione sulle coalizioni si concentra spesso solo sull’aritmetica e dimentica la politica. Forse quello che è mancato in tutti questi anni è un pensiero autonomo della sinistra che affrontasse le paure e le solitudini generate dalla crisi economica”.

Scontro a sinistra – Ma il casus belli aperto dall’autogol di Fontana non risparmia neppure il Centrosinistra. Con il Pd che approfitta dello scivolone del candidato del Centrodestra per attaccare gli scissionisti di Leu. Che in Lombardia hanno deciso di non sostenere l’aspirante governatore alla presidenza Giorgio Gori. “E’ un grande regalo a Salvini e Berlusconi. Lo avrei potuto capire se Leu avesse la possibilità di sostenere un candidato in grado di diventare realisticamente presidente della Regione Lombardia. Ma l’unico risultato è questo: si dà un vantaggio alle destre”, tira le somme il renziano sindaco di Firenze, Dario Nardella.

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