Macron eroe della Siria ora vuole più Europa. Purché comandi Parigi. Nel primo discorso al Parlamento Ue, il presidente abbonda con le amnesie. E definisce quello con l’Italia sui migranti un dibattito tossico

dalla Redazione
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aco. Il presidente francese Emmanuel Macron nel suo primo discorso alla plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo ha fatto capire chiaramente perché il suo consenso è in caduta libera in patria e soprattutto perché gli europei scappano da un’Europa smaccatamente ipocrita. Siamo sull’orlo di una guerra civile europea – ha detto il capo dell’Eliseo – per colpa degli egoismi nazionali e del fascino illiberale. Situazione di fronte alla quale il novello Napoleone dice espressamente di non voler fare finta di niente, come un sonnanbulo. Una lettura beffarda visto che in tema di egoismi Parigi non si batte. Basti solo ricordare il protezionismo con cui blinda da sempre le sue imprese, per arrivare a un’azione militare dai contorni mai chiariti in Libia per far finire trucidato Gheddafi e consegnare l’intera area al caos e al traffico incontrollato di migranti. Proprio su quest’ultimi Macron si avvicina però a oltrepassare la linea del ridicolo, definendo quello in corso proprio con l’Italia “un dibattito tossico”.

OCCHI CHIUSI
“La Francia e il nostro Paese agiscono in perfetto accordo”, ha detto agli eurodeputati prendendoli letteralmente in giro. I fatti di Ventimiglia, la gendarmeria che difende con le armi in pugno il sacro territorio di Francia dall’ingresso di disperati e persino donne incinte, sono episodi troppo noti per farli sparire in un discorso pieno di grandi parole e ancor più grandi frottole. Solo la settimana scorsa – ricordiamo – la polizia di dogana francese è entrata in un centro di assistenza a Bordonecchia, sconfinando in Italia e provocando l’apertura di un’inchiesta internazionale, oltre che la convocazione dell’ambasciatore alla Farnesina per chiarimenti. Di tutto questo Macron nel suo discorso non solo non ha mostrato traccia, ma ha stravolto la realtà, parlando di una perfetta collaborazione che non c’è, alzando così la sensazione che un’Europa più forte e persino sovrana rispetto ai singoli Paesi potrebbe pure essere di aiuto per tutti, ma di sicuro non si va da nessuna parte con leader che chiedono più poteri mentendo. Una credibilità che Macron ha già velocemente dilapidato nel proprio Paese e che in chiave internazionale lascia persino sgomenti, visto che un’Unione con maggiori competenze su difesa, diplomazia, fisco e giustizia finirebbe facilmente sotto il controllo di quell’asse franco-tedesco che all’Italia se va bene lascia le briciole.

NAPOLEONE
Macron ha poi rivendicato il bombardamento con Usa e Gran Bretagna in Siria. “Si è intervenuto per difendere l’onore della comunità internazionale”, ha detto, spiegando che non ci sono state vittime e sono distrutti tre siti di lavorazione di armi chimiche. Quanto avvenuto dunque “non c’entra nulla con l’Iraq e la Libia” in quanto Parigi non ha dichiarato guerra a nessuno. Di sicuro però c’è solo che nessuno alla Casa Bianca si fila l’Eliseo, visto che Trump lo ha già smentito sull’ipotesi di restare su quell’area.

Commenti

  1. honhil

    Macron, che sembra racchiudere in sé le peculiarità, per come la coscienza collettiva le percepisce, del gatto e della volpe, ha dato il meglio di se stesso nel suo discorso al parlamento Europeo. Un plastico ben pensato in cui non mancavano la mela del peccato né il serpente ammaliatore. E l’affabulazione ha fatto il resto. Ma finita la festa. Scartati i regali. Scemata l’adrenalina. Posti alla bene e meglio i coriandoli sotto il tappeto. L’unica cosa che non si riesce a mandare via dalla testa, però, anche dopo essersi fatti ripetuti segni di croce, è la parola populista. E a questo punto della storia, vien da pensare che se Macron, come il quasi suo omonimo (Lucio Cornelio) Macrone, non troverà sulla sua via un disponile Catone, l’Europa ha davvero tanti ca. zzi da ca.gare. Continuando il principe dei populisti a dare le carte travestito da francescano.

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