Mafia Capitale, una Campana smemorata. Troppi i non ricordo su Buzzi. La deputata dem rischia di essere indagata per falsa testimonianza

di Alessandro Righi
Cronaca

Rischia di essere indagata per falsa testimonianza dalla procura di Roma la deputata del Pd Micaela Campana, la cui deposizione di lunedì al processo su Mafia Capitale è stata scandita, secondo i rappresentanti dell’accusa, “da una serie di bugie e reticenze smentite dal contenuto degli atti processuali”. L’intenzione dei pm romani è quella di chiedere ai giudici del tribunale, in sede di requisitoria, la restituzione del verbale di deposizione della Campana al fine di procedere per falsa testimonianza. Iniziativa che comporterà l’iscrizione nel registro degli indagati. In particolare la deputata, ex moglie di uno degli imputati, Daniele Ozzimo, ha negato una serie di circostanze emerse, soprattutto, nelle intercettazioni telefoniche. Sono molti i passaggi della deputata che non hanno convinto. A partire dall’incontro organizzato per Buzzi con il viceministro agli Interno Bubbico. Per passare all’sms “un bacio Grande Capo” inviato al ras delle coop e per finire anche il trasloco per il cognato fatto da Buzzi.. Questioni che hanno fatto sollevare anche un problema di credibilità per la Campana che, a più riprese, è stata ripresa dal presidente della Corte Rossana Ianniello. Troppi i non ricordo. “Le ripeto per la quarta volta mentire sotto giuramento è un reato molto grave”, ha sottolineato la Ianniello che sull’incontro tra Buzzi e Bubbico ha chiesto: “Mi faccia capire lei fissa un incontro col sottosegretario Bubbico a Buzzi solo perché lui glielo aveva chiesto, senza conoscere il motivo di tale richiesta?”. La risposta già sentita è la stessa: “Non ricordo”