Mafia, sgominato il clan di Borgo Vecchio. Ritrovato pure il libro mastro del pizzo. A riscuotere le estorsionin andava un ragazzo di 16 anni

dalla Redazione
Cronaca

I Carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, hanno arrestato 17 persone, tra vertici ed affiliati al clan palermitano di Borgo Vecchio, storico rione palermitano, accusati di associazione mafiosa estorsione, tentato omicidio, rapina, intestazione fittizia di beni e detenzione illecita di armi e munizioni. L’operazione fa seguito ad un’articolata attività investigativa della Direzione distrettuale antimafia palermitana che ha permesso di identificare, attraverso intercettazioni telefoniche e rilevazioni di due pentiti, i vertici, gli assetti e le dinamiche dell’organizzazione.

A capo dell’organizzazione mafiosa, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, c’è Elio Ganci, successore designato dai fratello Giuseppe e Domenico Tantillo, reggenti nel 2015 del clan di Borgo Vecchio, certi di essere arrestati con la collaborazione di Francesco Chiarello con la giustizia. Ganci, scarcerato due anni fa dopo aver scontato la pena per mafia ed estorsioni, avrebbe delegato i mafiosi Domenio Canfarotta, Fabio Bonanno, Luigi Miceli e Salvatore D’Amico per gestire le attività estorsive e il controllo della piazza di spaccio e curare il sostentamento economico dei familiari dei detenuti.

E’ stato ritrovato anche il “libro mastro” del pizzo, contenente il bilancio dell’attività estorsiva e le indicazioni sulle vittime delle estorsioni, tra imprenditori e commercianti della zona del Borgo Vecchio, che, ascoltati dai carabinieri, hanno confermato di aver versato le somme di denaro per evitare ritorsioni. Secondo gli investigatori, per riscuotere il pizzo, il clan si sarebbe servito di un giovane di 16 anni.