La manutenzione prima di tutto. In Manovra un fondo per i ponti. Parla Dell’Orco: col Dl Emergenze inversione di rotta

di Carmine Gazzanni
Politica

Il crollo del ponte in provincia di Lamezia Terme, per fortuna senza alcun ferito porta inevitabilmente e drammaticamente la memoria ai tragici fatti di Genova. Segno di un problema infrastrutturale diffuso e che tocca tutto lo Stivale, da Nord a Sud.
“Ne siamo coscienti”, assicura il sottosegretario alle Infrastrutture, Michele Dell’Orco. Ed è per questo, assicura intervistato da La Notizia, che “essendo, nel caso della Calabria, un ponte di competenza provinciale, per la Legge di Stabilità stiamo chiedendo al ministero dell’Economia fondi specifici per venire incontro alle esigenze territoriali, Province comprese”.
La situazione è disperata?
Le Province, su nostro input dopo la tragedia di Genova, hanno fatto un resoconto da cui emerge un fabbisogno di 700 milioni (denunciato anche ieri da La Notizia, ndr) soltanto per sistemare le cose urgenti, e cioè ponti chiusi o che devono essere urgentemente ricostruiti.
E parliamo solo delle infrastrutture a competenza provinciale.
Esatto. La mole di ponti, gallerie e viadotti su cui intervenire è più vasta. Però c’è una differenza: mentre nel caso ad esempio di strutture come il Ponte Morandi parliamo di opere per le quali dev’essere il concessionario a garantire la sicurezza, il discorso è diverso per le altre infrastrutture che ricadono sotto la competenza di Anas o delle Province.
E su queste opere quali saranno gli stanziamenti?
Stiamo capendo, sicuramente ci saranno. Bisogna, però, capire l’entità perché ovviamente tutto in una volta ci ritroviamo ora a sistemare vent’anni di politiche sbagliate. La questione infrastrutturale, come rivelano i drammatici fatti di questi giorni, è connessa al gravoso capitolo del dissesto idrogeologico.
A riguardo come ci si intende muovere?
Adesso la priorità è trovare i soldi per la ricostruzione di ponti e gallerie. Cercheremo però di dirottare fondi per il dissesto idrogeologico. In ogni caso la priorità è la prevenzione, che per il Movimento è stata sempre un punto essenziale.
Anche il Decreto Genova interviene su prevenzione e manutenzione?
Assolutamente sì: gli articoli che riguardano specificatamente Genova sono i primi, ma in totale il decreto consta di 45 articoli. Ci sono interventi specifici anche per il terremoto del Centro Italia. E stanziamo 190 milioni per i viadotti dell’A24 e A25; apriamo poi l’Agenzia Nazionale di Vigilanza per le strade e i ponti.
Un’Agenzia di monitoraggio, in pratica?
Esattamente. E sono previsti 250 nuovi ingegneri assunti.
Come avverrà il controllo delle opere?
Prevediamo un database nazionale dove ogni infrastruttura e ponte d’Italia dovrà avere un codice a barre in modo tale che l’ente che gestisce sia obbligato a segnalare quando è stata fatta l’ultima manutenzione, qual è lo stato di salute di quel ponte e così via. Senza dimenticare l’obbligo dei sensori. Dobbiamo sfruttare le nuove tecnologie: ci sono sensori che vanno applicati ai ponti per verificarne stabilità o se ci sono micro-spostamenti. A proposito del Ponte Morandi, il commissario-sindaco Marco Bucci ha parlato di 16 mesi per la ricostruzione del ponte.
Sono tempi possibili?
Credo che siano tempi assolutamente congrui.
Resta aperta la partita delle concessioni. Come si sta procedendo?
Sta andando avanti la procedura con relative tempistiche di revoca ad Autostrade per l’Italia, che non tocca solo l’A10 dove c’era il Ponte Morandi, ma riguarda potenzialmente 3mila km di autostrade. Per il momento la revoca è complessiva. Naturalmente l’iter burocratico è lungo, non è una cosa che si fa in due mesi.
E per quanto riguarda gli altri concessionari?
Cercheremo di rivedere tutti i Piani economico-finanziari, cioè i vari contratti stipulati tra ente gestore e Stato. Faccio un esempio: per quanto riguarda l’A24 e l’A25, l’Autostrada dei Parchi, l’anno prossimo c’è l’aggiornamento del Piano economico-finanziario. Stiamo facendo anche un’analisi con avvocati: alcuni passaggi siamo già sicuri che saranno rivisti perché troppo sbilanciati in favore dei concessionari. Verificheremo anche quali lavori manutentivi sono stati fatti fino ad oggi e vedremo se è stato rispettato il contratto in essere, prima di ragionare su una sua modifica.
Nessun passo indietro, dunque, rispetto a quanto annunciato subito dopo la strage di Genova?
Diciamo che abbiamo già dimostrato che questo Governo non sarà mai succube dei Benetton o degli altri concessionari.