Medici senza Frontiere e Sos Méditerranée costrette a chiudere le attività della nave Aquarius. “Una scelta dolorosa, ma purtroppo obbligata, che lascerà nel Mediterraneo più morti evitabili, senza alcun testimone”

dalla Redazione
Cronaca
Aquarius

“Mentre rifugiati, migranti e richiedenti asilo continuano a morire nel Mar Mediterraneo, Medici Senza Frontiere e il proprio partner Sos Méditerranée sono costrette a chiudere le operazioni della nave di ricerca e soccorso Aquarius. Negli ultimi due mesi, con persone disperate che continuano a fuggire in mare lungo la rotta migratoria più letale al mondo, la nave Aquarius è rimasta bloccata in porto, impossibilitata a portare avanti la propria azione umanitaria salvavita”. E’ quanto ha annunciato, nella tarda serata di ieri, Medici Senza Frontiere. “È il risultato – ha aggiunto Msf – della prolungata campagna avviata dal governo italiano e supportata da altri stati europei, per delegittimare, diffamare e ostacolare le organizzazioni umanitarie impegnate a soccorrere persone vulnerabili nel Mediterraneo”.

Medici senza Frontiere parla di “inadeguate e inumane politiche migratorie dell’Unione Europea” e di una “campagna contro le organizzazioni in mare sta minando il diritto internazionale e i principi umanitari” che in mancanza di una soluzione immediata non ha lasciato altra scelta “che porre fine alle operazioni della nave Aquarius”. “È un giorno buio – ha detto Gabriele Eminente, direttore generale di Msf -. Non solo l’Europa ha fallito nel garantire la necessaria capacità di ricerca e soccorso, ma ha anche sabotato chi cercava di salvare vite umane. La fine di Aquarius vuol dire più morti in mare, più morti evitabili che avverranno senza alcun testimone.”

La fine forzata delle attività della Aquarius, ha spiegato ancora Medici senza Frontiere, “avviene in un momento critico”. “Almeno 2.133 persone sono morte nel Mediterraneo quest’anno – afferma ancora l’organizzazione umanitaria -, la stragrande maggioranza era partita dalla Libia. Gli stati membri dell’Europa hanno alimentato terribili sofferenze consentendo alla guardia costiera libica di intercettare più di 14.000 persone in mare e riportarle forzatamente in Libia, in aperta violazione del diritto internazionale. Ma nel 2015, l’Europa aveva preso un impegno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: nessuna persona soccorsa in mare sarebbe stata costretta a tornare in Libia”.

Dall’inizio delle proprie attività di ricerca e soccorso in mare nel febbraio 2016, la Aquarius ha assistito circa 30.000 persone nelle acque internazionali tra Libia, Italia e Malta. L’ultimo periodo di operazioni attive è terminato il 4 ottobre 2018, quando la nave è arrivata al porto di Marsiglia dopo aver soccorso 58 persone. Con le precedenti navi umanitarie, Bourbon Argos, Dignity, Prudence e Phoenix, MSF ha soccorso o assistito oltre 80.000 persone dal 2015. Nonostante i recenti sforzi di altre organizzazioni, oggi non c’è un’adeguata capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale.

Commenti

  1. honhil

    C’è un solo modo e uno soltanto per evitare che il Mediterraneo continui ad ingoiare essere umani ed è quello di concedere i permessi d’entrata sulla terraferma, in rapporto alla richiesta di manodopera avanzata dall’Europa. Eppure ciò è difficile farlo capire ai responsabili di Msf e Sos Méditerranée. Quegli stessi responsabili che peraltro non si rendevano conto, e continuano a farlo, che Aquarius, come ogni altro mezzo navale a ciò preposto, aldilà e al di qua degli intendimenti sottostanti, in definitiva, in quel gioco tragico e cinico che si consumava e si consuma nel Mediterraneo, finiva e finisce per essere una nave negriera a sopporto dei commercianti di carne umana.

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