Mentre il Pd si squaglia nel Giglio magico si fanno ancora affari. Ceduta una fetta di Toscana Aeroporti. Venditori e compratori? Tutti renziani

di Stefano Sansonetti
Economia

di Stefano Sansonetti

Nel “dietro le quinte” toscano, mentre si stava perfezionando l’ultimo tracollo elettorale del Pd, è andata in porto una bella operazione dal profumo renziano. A decollare, è proprio il caso di dire, è stata la vendita di una bella fetta di Toscana Aeroporti, la società che gestisce gli scali di Firenze e Pisa. A cedere, in particolare, è stata la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che ha consegnato la sua quota (6,58%) a Corporacion America, la multinazionale argentina che già era azionista di maggioranza della società aeroportuale. E che adesso, dopo aver sborsato 20 milioni di euro, è salita al 62,28% del capitale, consolidando la sua presa sui due scali toscani, in crescita per quanto riguarda il volume passeggeri. L’operazione, ieri, ha trovato qualche spazio sui media locali, ma senza far emergere i protagonisti dietro le quinte. E qui veniamo al profumo dei petali del “giglio magico”.

Parti in causa –  Nella veste di compratore, innanzitutto, c’è quella Corporacion America che fa capo al magnate argentino Eduardo Eurnekian e che a più riprese ha finanziato la renziana fondazione Open (ancora oggi c’è traccia di questo sostegno sul sito della fondazione che, a quanto pare, sarebbe in via di smantellamento). Non solo. Alla presidenza di Toscana Aeroporti, proprio in tempi recenti, è stato confermato Marco Carrai, fedelissimo e tifoso della prima ora dell’ex presidente del consiglio. Nel dettaglio, il Richelieu renziano è stato indicato per la nuova composizione del Cda proprio in una lista appoggiata da Corporacion America e dalla Sogim dell’imprenditore Saverio Panerai. Ma Carrai è presente anche nel consiglio di amministrazione dell’ente che ha ceduto la sua quota, ovvero la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Insomma, la solita posizione da piede in due staffe. I petali, però, non finiscono certo qui. Alla presidenza delle Fondazione venditrice troviamo ancora oggi il super avvocato Umberto Tombari, nel cui studio legale fiorentino si sono svezzati professionalmente altre componenti del “giglio magico” come la ex ministra Maria Elena Boschi e l’attuale consigliere di amministrazione di Fs Federico Lovadina, in tempi recenti approdato anche nel Cda del gruppo immobiliare Prelios.

Gli altri – Tombari, le cui competenze giuridiche sono certificate da molti osservatori, attualmente conserva una sorta di “spinta” renziana anche in altri settori. Al ministero dello Sviluppo economico, nei mesi scorsi, lo hanno visto spesso nella veste di consulente legale del colosso indiano dell’acciaio Jsw (famiglia Jindal), coinvolto nella difficile trattativa per l’acquisizione del disastrato polo siderurgico di Piombino. In precedenza lo stesso Tombari, che oggi è anche vicepresidente dell’Acri, l’Associazione delle fondazioni bancarie, aveva svolto un lavoro per Veneto Banca, in particolare nella predisposizione dell’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori. Tutto questo a dimostrazione del fatto che grossi petali del “giglio magico”, quali possono essere considerati Corporacion America, Carrai e Tombari, ancora oggi riescono a condurre in porto operazioni nelle retrovie dell’eclissi renziana. Magari non sarà questo il motivo principale del declino del partito di cui l’ex premier è stato segretario. Ma forse la gestione di affari e poltrone ha dato un bel contributo alla debacle del Pd.

 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentile Direttore,

in merito all’articolo sulla cessione da parte di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze del 6,58% di Toscana Aeroporti S.p.A, desideriamo precisare alcuni elementi fattuali che il suo articolo trascura per fornire ai suoi lettori una più completa visione dei fatti:

  1. Il controvalore della quota ceduta da Fondazione CR Firenze è stato pari a 20,2 milioni di euro ed è nettamente superiore all’ultima transazione di azioni della società Toscana Aeroporti S.p.A. Il contratto prevede inoltre un ulteriore incremento sino a 3,4 milioni degli introiti di Fondazione CR Firenze in base all’andamento del prezzo delle azioni di Toscana Aeroporti S.p.A nei due anni successivi alla cessione.
  1. Fondazione CR Firenze con questa operazione ha realizzato una plusvalenza di € 3,2 milioni.
  1. L’ingresso in Toscana Aeroporti S.p.A era avvenuto nel 2009 per dare impulso allo sviluppo del territorio in coerenza con gli scopi della Fondazione. Vista la stabilità ormai raggiunta dal piano Toscana Aeroporti che ha registrato risultati economici positivi con una costante crescita del numero di passeggeri, la Fondazione CR Firenze ha ritenuto la missione conclusa positivamente e di poter liberare fondi relativi destinandoli ad ulteriori progetti di sviluppo nel territorio.

Ufficio Stampa Fondazione CR Firenze

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Risponde l’autore:

L’articolo non aveva a oggetto i termini economici dell’operazione, peraltro correttamente riportati, ma il fatto che quest’ultima abbia visto come protagonisti, nella veste di compratori e venditori, profili legati all’ex premier Matteo Renzi. Circostanza da cui la precisione si tiene alla larga

Stefano Sansonetti

 

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