Missione portavoce. Ma soprattutto un portavoce in missione. Così la fedelissima di Martina ha speso 30mila euro in viaggi e appuntamenti istituzionali

di Stefano Sansonetti
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di Stefano Sansonetti

Missione portavoce, si potrebbe dire. Ma in questo caso sembra legittimo parlare anche di un “portavoce in missione”. Diciamo immediatamente che in questi anni di governi Renzi-Gentiloni, l’ex ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina (le dimissioni sono delle ultime ore), si è affidato sempre alle capacità comunicative di Caterina Perniconi, dal febbraio 2014 portavoce e capo ufficio stampa di quello che nel frattempo è diventato il “reggente” del Pd, in pratica l’uomo che dovrà traghettare il traballante partito verso l’assemblea. Questo tipo di incarico non è una novità per la Perniconi. Dal 2006 al 2008, per dire, ha ricoperto lo stesso ruolo per l’allora ministro dell’Università e Ricerca, Fabio Mussi.

ALTRI PRECEDENTI
Musica identica dal 2013 al 2014, con l’allora ministro dei Beni culturali, Massimo Bray. Insomma, le sue avventure istituzionali sembrano tutte accomunate da una certa vicinanza all’anima più a sinistra della sinistra (sicuramente del Pd). Sta di fatto che quello di portavoce è senza dubbio un ruolo di grande responsabilità, tanto che la Perniconi è accreditata di uno stipendio annuo lordo da 110 mila euro e un contratto da dirigente, come si evince dal sito del ministero. Dallo stesso sito, però, emerge una curiosità finora sfuggita ai radar. Nel solo anno 2016 la collaboratrice di Martina ha affrontato missioni, e quindi viaggi e appuntamenti istituzionali, per la bellezza di 28.734 euro, tutti coperti dal ministero. La cifra, in particolare, è suddivisa in 51 diverse voci di spesa (una media di 563 euro a voce). Ma per i feticisti della matematica la si potrebbe mettere anche così: in quell’anno la Perniconi ha speso una media 78 euro di soldi pubblici al giorno, Natale, Pasqua, Capodanno, sabati e domeniche compresi. Un track record niente male, che non ha eguali negli uffici di diretta collaborazione di Martina. Il consigliere diplomatico del ministro, Andrea Silvestri, nello stesso anno ha affrontato missioni per 16.188 euro. Ed è il consigliere diplomatico. Tra l’altro gli ultimi dati delle spese di viaggio, relativi all’anno 2017, presentano spese nettamente inferiori, prossime allo zero. Ma non si capisce se Martina abbia voluto far stringere le cinghia ai suoi collaboratori o se gli stessi dati non siano aggiornatissimi.

L’INCOGNITA
La Notizia ha chiesto lumi al ministero delle politiche agricoli sulle missioni della Perniconi e sugli eventuali aggiornamenti del 2017, senza però ricevere risposta. Negli ultimi giorni, però, il mondo della comunicazione ha registrato una novità. L’ex capo ufficio stampa della Cassa Depositi e Prestiti, Rodolfo Belcastro, è stato nominato direttore della comunicazione del gruppo Cir di Carlo De Benedetti. In particolare prenderà il posto lasciato vacante da Salvatore Ricco, passato qualche mese fa in Snam, una delle controllate proprio di Cassa Depositi. Insomma, è andato in scena una sorta di “switch”. La Notizia aveva già raccontato dell’uscita di Belcastro dalla Cassa Depositi, secondo qualcuno a causa di una sintonia non più ottimale con Gabriele Lucentini, capo delle relazioni esterne del colosso partecipato dal Tesoro e dalle fondazioni bancarie. Lo stesso Lucentini che, per coprire il buco in via temporanea, ha recuperato in Cdp Federico Fabretti, già capo delle relazioni esterne di Ferrovie e Leonardo (ex Finmeccanica) ai tempi di Mauro Moretti amministratore delegato.