Brigatisti in Tv sul caso Moro: un folle invito all’eversione. Nel 2017 cresciute le spinte anti-sistema: pericoloso invitare sullo schermo le ex Br

di Ranieri Razzante*
Editoriale

Da ormai attempato studioso di terrorismo e mafie quale sono penso che suonino davvero eversive, oltre che volgarmente e crudelmente sarcastiche, le dichiarazioni postate sui social da Barbara Balzerani, ex brigatista che ha preso parte a numerosi omicidi, compresi quelli di Via Fani. “Chi mi ospita oltre confine per i fasti del 40ennale?”. Ecco il post che risale al 9 gennaio e successivamente cancellato.

Parole come queste possono alimentare possibili spinte anti-sistema in un clima già avvelenato dalla contrapposizione tra forze di destra e di sinistra e legittimare la violenza ad uso politico, materia in cui Balzerani e compagnia non sono secondi a nessuno. E, a rendere ancor più incendiaria la situazione, va sottolineato che l’ex br  non si è mai pentita né dissociata dalla lotta armata. D’altronde, il  Dipartimento Informazioni per la Sicurezza (DIS), nella sua ultima relazione al Governo,  parla chiaro: “non è possibile abbassare l’attenzione dell’intelligence per le possibili spinte anti-sistema, soprattutto per quelle provenienti da circuiti anarco-insurrezionalisti”. Il 2017, infatti, ha visto gli ambienti più radicali impegnati nel tentativo di rilanciare l’area sul piano operativo.

Spero che questo triste episodio – che va soltanto ad aggiungersi ad altri che hanno visto molteplici pronunciamenti e dello stesso tipo da parte degli ex terroristi – venga vagliato dalla magistratura. Abbiamo già avuto, anche troppo, la nostra dose di cattivi maestri e di compagni che sbagliano e la storia ci ha mostrato con quali risultati. I giovani hanno bisogno di altri esempi, positivi, di azione politica. Serve memoria a questo Paese e gratitudine per le Istituzioni e per chi le serve, permettendoci di conservare la Repubblica. Questi sono segnali inquietanti di un humus eversivo che ha già favorito, anche a detta degli investigatori, manifestazioni violente contro le forze dell’ordine da parte di estremisti di diverse culture. E’ forse opportuno ricordare ai cittadini di questo Paese che espressioni brutali, sia a parole che con gesti, costituiscono reato, in quanto violano principi democratici stabiliti dalla Costituzione e dal nostri Codici di prevenzione e repressione del crimine.

* Direttore CRST (Centro Ricerca Sicurezza e Terrorismo)

Commenti

  1. honhil

    «E’ forse opportuno ricordare ai cittadini di questo Paese che espressioni brutali, sia a parole che con gesti, costituiscono reato, in quanto violano principi democratici stabiliti dalla Costituzione e dal nostri Codici di prevenzione e repressione del crimine». Il problema non è di ricordarlo ai “cittadini di questo Paese”. Che ne sono pienamente consapevoli. L’anomalia di sempre di questo terrorismo rosso è che, oltre ai figli del fu Pci, anche l’intellighenzia pensa a questa gente come a compagni che sbagliano. Altrimenti le università non sarebbero mai diventate le loro passerelle. Senza che mai una toga abbia alzato la paletta rossa della legge.

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