Mr. Pirozzi non si ritira. E ora al Centrodestra non resta che inseguire. Il sindaco di Amatrice: “Tocca vince!”

dalla Redazione
Politica

“Tutti i partiti mi hanno offerto qualcosa, ma questo è un percorso iniziato mesi fa che non si interromperà. Qualcuno vuole sfruttare le immagini delle persone, ma poi che fai? Entri in Parlamento e schiacci un bottone? Sono stato sempre uno che c’ha messo la faccia e così sto facendo anche stavolta per cambiare davvero la Regione Lazio. E poi, non posso tradire i 500 comitati che mi sostengono, le persone che ho incontrato e i candidati della mia lista. Il messaggio che intendo lanciare è: non tutti gli uomini e le donne sono in vendita. Questa è la battaglia della mia vita, tocca vince!”. Sergio Pirozzi è un sanguigno. E ieri pomeriggio, durante l’evento di presentazione dei comitati a sostegno della sua candidatura all’Atlantico Live di Roma, intervistato dal direttore de La Notizia, Gaetano Pedullà, ha ribadito il concetto, per chi ancora non lo avesse capito: niente passo indietro, lui a mollare non ci pensa proprio. “In questi mesi”, ha rivelato il sindaco di Amatrice dal palco della kermesse, “ho ricevuto tante telefonate e tante offerte, anche perché il mio numero è a disposizione di tutti ed è lo stesso da trent’anni. Mi ha cercato Matteo Renzi, mi ha cercato anche Nicola Zingaretti. Ma senza voler fare il presuntuoso, credo che il popolo del Lazio abbia bisogno di proposte per colmare lo spazio tra la politica e i cittadini. È la Regione che incide veramente sulla vita delle persone”.

Le proposte – E allora eccole le proposte, da opporre alle “bufale” di Zingaretti e all’“assenza di soluzioni” della candidata dei Cinque Stelle, Roberta Lombardi. Il Lazio, ha promesso Pirozzi, rinegozierà i mutui della Regione “come farebbe un padre di famiglia. La sciatteria di Zingaretti e di chi doveva vigilare – ha attaccato il sindaco di Amatrice – ha avuto effetti sulla vita dei cittadini. Con me non succederà: le risorse risparmiate le userò per dare risposte agli Over 50, al mondo degli emarginati che perdono il lavoro”. Ma non solo. Infatti “bisogna che le donne che lavorano tornino a fare anche le madri – ha scandito Pirozzi –. Per loro, abbiamo pensato a ore retribuite dalla Regione in modo tale che possano tornare a occuparsi della famiglia, altrimenti i figli chi li cresce? I nonni. Oppure, chi se lo può permettere ed è fortunatissimo, ha una tata italiana, chi è meno fortunato ha una tata straniera, che non può insegnare i nostri valori ai bambini”.

Nodo politico – Sul tavolo resta però il nodo politico, con la coalizione di Centrodestra che fa fatica a sciogliere la riserva. Pirozzi a questo proposito mette le cose in chiaro. “Sono un tipo inclusivo e so ascoltare, ma mi siederò a parlare con chi cerca il dialogo e non con chi tenta di intimorire uno che non si è fatto intimorire neanche dalla forza della natura”. Perciò “mando un messaggio: se mi telefonano io rispondo però poi ci dovremo confrontare sul programma, perché può essere che la mia idea di sanità non è quella degli altri. Mi siederò non per fare la spartizione dei pani e dei pesci” e “se non si arriverà a una condivisione del percorso vorrà dire che c’è qualcuno che non vuole vincere. E dovremo chiederci perché”.

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