Musei romani, non c’è appeal. Da gennaio si sono persi centomila visitatori. Croppi: la promozione degli eventi è troppo debole

di Monica Tagliapietra
Cultura L'intervista

Ormai dire “ti porto al museo” sembra una terribile minaccia. Almeno a Roma dove a quanto pare a visitare i siti culturali non vuole andarci nessuno. Tanto che solo nell’ultimo anno c’è stata una frenata di ingressi, e quindi di ricavi, di oltre 100mila persone. Numeri importanti che raccontano una storia di scollamento tra la città e la sua storia, in cui non è complice solo la crisi ma anche la promozione degli eventi e la difficoltà di una comunità sempre più caotica e disorganizzata. Di questo perlomeno è convinto l’ex assessore alla cultura Umberto Croppi.

Dalla denuncia non smentita, della consigliera capitolina del Pd Michela Di Biase, risulta che da gennaio a oggi i Musei civici hanno subito un calo sconfortante. Cosa manca?
“Nella Capitale manca troppo spesso la conoscenza degli eventi, quindi delle mostre. Questo perché ci sono pochi strumenti che informano su quanto questa grande metropoli può offrire. A molti mancano addirittura le nozioni di base per identificare bene quanto alcune esposizioni siano importanti”.

In altri Paesi la cultura è un affare, in Italia, invece, sembra essere un peso. Se fosse gratuita sarebbe un incentivo?
“Di certo le famiglie già in crisi hanno difficoltà a spendere, ma su questro sono d’accordo col ministro Alberto Bonisoli. Sono i direttori che devono scegliere come attirare il pubblico. Ad esempio, in Spagna dopo le cinque l’ingresso è sempre gratuito e i musei restano aperti fino a tardi. Mentre a Londra sono tutti gratuiti”.

L’assessore alla cultura, Luca Bergamo, ha detto che le tessere annuali destinate ai residenti a Roma che con 5 euro consentono l’ingresso gratuito nel circuito dei Civici, sono state acquistate da 18mila persone.
“Questa tessera è una scelta che se avrà degli effetti positivi si potrà vedere solo a medio termine. È troppo presto per dare dei giudizi. Per avere successo non bastanno le Mic card, si deve avere anche una buona qualità delle proposte”.

Al Macro e al Mattatoio, che non fanno parte dei Civici, da quest’anno sotto la gestione dell’Azienda Palaexpo, gli ingressi sono aumentati anche se di poco, perché?
“Perché il Macro è praticamente gratis. L’ultimo evento che ha ospitato è stato quello dei Pink Floyd e dal punto di vista economico è stato un flop”.

L’Italia è un po’ vittima dell’arretratezza culturale. I ragazzi non si avvicinano molto alla cultura.
“I ragazzi si sono rivenduti persino il bonus 18enni che gli era stato dato. Certo che mancano le basi. Ma questo dipende anche dal fatto che non sono incentivati ad avvininarsi a un mondo se non capiscono l’importanza che riveste”.

Qual è la ricetta per riempire i musei sempre più vuoti?
“In questo momento non ci sono dati ufficiali, a parte quello della consigliera dem. Si dovrà prima stabilire se tra gli ingressi che mancano ci sono anche quelli gratuiti. Ma la miglior cosa è vedere il rapporto dell’Agenzia di valutazione di territori di Roma. L’Authority darà dei dati oggettivi, considerando molteplici fattori. A quel punto anche questa amministrazione incerta dovrà muoversi”.

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