Nel Pd non concepiscono le larghe intese

di Angelo Perfetti
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di Angelo Perfetti

Se esiste un posto dove le larghe intese non attecchiscono non è tanto il governo nazionale (dove almeno formalmente resistono, pur non producendo nulla) quanto il Partito democratico. L’incontro Renzi-Berlusconi ha provocato il terremoto a largo del Nazareno. “Fassina pone a Renzi un problema di etica e di credibilità per aver incontrato il presidente Berlusconi – afferma la deputata Gabriella Giammanco (FI) ospite della trasmissione “L’aria che tira” in onda su La7 – ma nelle democrazie moderne è fisiologico che i leader indiscussi dei due maggiori partiti si incontrino per discutere la materia elettorale”.

“Ciò che è anormale, invece, è l’attuale governo, di piccole e scarse intese.  A essere poco credibile è proprio Fassina, che non si è posto alcun problema, quando era parte del gruppo dirigente di Bersani, ad assumere la carica di viceministro in un esecutivo che la base del Pd aveva dimostrato di non condividere. Fassina, che oggi chiede di interpellare gli iscritti del suo partito per sapere cosa ne pensano della proposta di Renzi, è lo stesso che se ne è infischiato del loro parere quando si è trattato di andare a occupare comodamente la poltrona di viceministro. Mi sembra evidente che un problema di credibilità si ponga proprio per lui”.

“La critica all’incontro tra Renzi e Berlusconi è semplicemente stravagante”, ha dichiarato a Radio Radicale Goffredo Bettini. “Con Berlusconi ci abbiamo addirittura governato e ora non possiamo avere con lui un confronto che ci permetta di andare alle elezioni con una nuova legge elettorale e quindi in un contesto più limpido?  Nel merito dell’accordo ci possono essere dei miglioramenti ma l’impianto generale è giusto”.

La proposta di Renzi

Ma cosa porterà Renzi oggi pomeriggio in Direzione? Doppio turno di coalizione, premio del 15%, liste bloccate ma brevi e soglia di sbarramento al 5 e 8 per  cento. La proposta , confermata da ambienti Pd, prevede che se nessuna delle due coalizioni  raggiunge la soglia del 35% dei consensi (quella che consente di accedere al premio del 15%) ci sara’ un secondo turno dopo 15 giorni per assegnare il premio. Le liste restano bloccate con sei candidati per circoscrizione e gli sbarramenti sono del 5% per i partiti in coalizione e dell’8% per chi si presenta da solo. Il doppio turno, in particolare, mira ad evitare il rischio di larghe intese.

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