Niente regali agli abusivi di Ischia. Parla Amitrano (M5S): “Nel dl Genova non ci sono condoni, solo risposte ai Comuni dell’isola colpiti dal sisma”

di Antonio Pitoni
Politica

“Ma quale condono…”. Il segretario dell’Ufficio di presidenza della Camera in quota M5S, Alessandro Amitrano, respinge al mittente le critiche del Partito democratico che parla di sanatoria per le case abusive di Ischia nel decreto emergenze.

Eppure l’accusa del Pd è proprio questa: un condono per le case abusive di Ischia nel dl Genova…
“Non siamo di certo noi quelli dei condoni. Nel decreto Emergenze abbiamo voluto risolvere questioni urgenti per il bene dei cittadini e abbiamo voluto dare anche una risposta ai tre comuni di Ischia colpiti dal sisma. Abbiamo detto alle amministrazioni: decidete entro sei mesi se i terremotati che aspettano da decenni hanno o meno diritto al condono approvato dai governi precedenti. Chi ha diritto alla sanatoria non riceverà manco un euro per i nuovi volumi abusivi. Ovviamente agli abusivi che ricevono un diniego non diamo neanche un centesimo”.

Però anche il ministro Salvini, vostro alleato, non ha nascosto perplessità: “La mia preoccupazione per Ischia è che si sani la qualunque”. Come se lo spiega?
“Ribadiamo: nessun condono. E con la Lega c’è totale coesione. Il dl Emergenze è stato approvato alla Camera senza alcuna difficoltà, nonostante l’ostruzionismo del Pd. E abbiamo votato compatti noi e la Lega.”

Polemiche politiche a parte, è un fatto che dal crollo del Ponte Morandi sono trascorsi due mesi e mezzo. Perché ci è voluto tutto questo tempo?
“Guardate, stiamo lavorando notte e giorno per far ripartire Genova. È la nostra priorità, stiamo facendo il massimo con fatti concreti: entro la fine dell’anno verranno stanziati circa 750 milioni di euro”.

Nel decreto ci sono anche altre misure. Lei ha presentato un emendamento per chiedere un monitoraggio costante del grado di efficienza e delle attività di manutenzione dei guard rail in acciaio e cemento lungo le autostrade. Come nasce questa norma?
“È un emendamento all’articolo 13 del decreto e prevede un monitoraggio costante dei sistemi di ritenuta stradale in acciaio e in cemento, per esempio i guard rail. Ora vigerà l’obbligo di raccogliere i dati sul controllo strumentale di queste barriere presso l’Archivio informatico delle opere pubbliche”.

Insomma, si tratta di una misura che avrà soprattutto una funzione di prevenzione per garantire la sicurezza sulle strade?
“Esatto, i sistemi di ritenuta stradale giocano un ruolo fondamentale. Sono campano e il mio pensiero è andato all’incidente del bus di Avellino, che nel luglio del 2013 è precipitato in un viadotto causando la morte di 40 persone. Avremmo potuto limitare le vittime se le barriere avessero esercitato la loro funzione”.