Nomine di Stato, la pluripoltronata dell’Enav che colleziona Cda e stipendi. Mentre la Boschi va in pressing sul Gse

di Stefano Sansonetti

Chissà, magari non tutti in Enav sanno quali e quante poltrone attualmente occupa Roberta Neri, designata dal governo come nuovo amministratore delegato della società che gestisce il traffico aereo. Parliamo di una sfilza di consigli di amministrazione che prediligono il settore dell’energia. E che spesso hanno messo in contatto la Neri con Andrea Mangoni, manager che per anni è stato ai vertici di Acea e Sorgenia. E poi le coincidenze. Lo stesso Mangoni, a quanto pare, sarebbe dietro la scelta del profilo che il Governo, in particolare il ministro Maria Elena Boschi, vorrebbe portare sulla poltrona di Ad del Gse. Si tratta di Francesco Sperandini, anche lui con un passato in Acea. Ma procediamo con ordine. Nei giorni scorsi, dopo 9 mesi di rinvii, l’Esecutivo guidato da Matteo Renzi ha trovato la quadra per i vertici dell’Enav.

LE MOSSE
Per il ruolo di Ad la scelta, che dovrà essere confermata dall’assemblea prevista per il 30 giugno, è caduta sulla Neri. E spuntano le prime curiosità. La manager, attualmente, è consigliere di amministrazione di Acea (dove in passato è stata anche chief financial officer) e di Sorgenia, un tempo controllata dal gruppo De Benedetti e adesso passata sotto l’egida delle banche dopo essere arrivata sull’orlo del baratro. Come detto Mangoni, che oggi è nel Cda di Fincantieri, in diverse fasi è stato ai vertici di Acea e Sorgenia. Ma il manager ha incrociato il suo percorso con quello della Neri anche in Manesa, società di consulenza nel settore energetico di cui entrambi sono soci fondatori. In realtà Manesa non è soltanto una società di consulenza, ma agisce anche come veicolo di asset management nel business delle rinnovabili. E controlla diverse società, in ognuna delle quali ritroviamo la Neri. C’è la Byom (gestione impianti fotovoltaici), di cui la manager è presidente. E ci sono Emmessenne Solar e Solare Caltagirone, di cui la Neri è consigliere di amministrazione. Ma non finisce qui, perché la futura Ad di Enav siede anche nel Cda di due società legate al fondo americano Amber, guidato dal finanziare franco armeno Joseph Oughourlian, con il quale Manesa ha investito in impianti eolici ed energia rinnovabile in generale. Si tratta della Ambra Verde 2 srl e della Libeccio srl (quest’ultima ha in pancia un impianto eolico in Sicilia, a Mazara del Vallo). Finisce qui? Neanche per sogno, perché la Neri occupa una poltrona pure nel Cda di Autostrade Meridionali, concessionaria che fa capo al gruppo Autostrade della famiglia Benetton. Insomma, un bottino di cariche a cui adesso si aggiungerà il ruolo in Enav, a meno che la Neri non decida di abbandonare qualche scranno. Ma spunti interessanti emergono anche dal passato della manager, che dal 2006 al 2009 è stata nel Cda di Publiacqua, la società che si occupa del ciclo integrato dell’acqua a Firenze (città cara a Renzi), Prato, Pistoia e Arezzo. Da Publiacqua, ironia della sorte, viene anche Alberto Irace, di fatto il manager imposto dal “giglio magico” al sindaco di Roma, Ignazio Marino, come Ad di Acea, la multiutility romana che ritorna sempre.

UNA VALANGA DI SOLDI
Ma nella tornata di nomine pubbliche in corso si gioca una partita delicatissima anche sul Gse, la società che gestisce 10 miliardi di euro di incentivi proprio al settore delle rinnovabili. Ebbene, qui il quasi intramontabile Nando Pasquali, già scajoliano, è arrivato al capolinea. In vista della sua sostituzione, a quanto filtra, è andata in pressing la Boschi, che su suggerimento di Mangoni avrebbe indicato come nuovo ad Francesco Sperandini, oggi capo della divisione operativa del Gse. Sperandini, che insieme al direttore della gestione e del coordinamento generale del Gse, Vinicio Vigilante, è il vero factotum del Gse, è stato anche lui fino al 2013 un manager Acea. Il suo nome, però, sta già creando più di qualche mugugno. Non sembrerebbe da manuale dell’opportunità il fatto che il suo nome venga sponsorizzato da un manager, Mangoni, che ha interessi nel mondo delle rinnovabili, lo stesso i cui incentivi vengono gestiti dal Gse. A breve è in programma il Cda del Gse, dove il Governo dovrebbe calare il suo nome. Ma l’intreccio che accompagna la vigilia dell’appuntamento è a dir poco incredibile.

BOIARDI
In questi giorni, però, è in discussione un altro spostamento di rilievo. Il “dossier” è ancora all’esame, ma secondo alcuni le somme potrebbero essere tirate a breve. A quanto pare il vicesegretario generale di Palazzo Chigi, Raffaele Tiscar, sarebbe in procinto di spostarsi al ministero dello Sviluppo Economico come sottosegretario (o viceministro) con una serie di deleghe che andrebbero a ricomprendere anche l’energia. Non si tratta di un trasferimento di poco conto. Tiscar, deputato Dc nei primi anni ‘90, ha trascorsi politici in quel di Firenze, prima che sorgesse l’astro di Matteo Renzi. Il quale, però, lo ha successivamente chiamato a palazzo Chigi nel 2014 affidandogli il delicatissimo settore della banda larga. In questa veste Tiscar, favorevole all’utilizzo di Metroweb (la società indirettamente controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti, tramite Fsi ed F2i, che ha cablato Milano), ha avuto modo di polemizzare aspramente con Telecom. A quanto pare allo Sviluppo economico andrebbe a occupare la poltrona lasciata scoperta da Claudio De Vincenti, nel frattempo diventato sottosegretario di palazzo Chigi, che trattava temi strategici come l’energia e i tavoli di crisi. Quindi una promozione per Tiscar? Difficile da dire, almeno per il momento.

Twitter: @SSansonetti

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