Non c’è solo il velista dei 5Stelle. Ecco gli altri onorevoli assenteisti. La Brambilla presente una volta su 220 sedute. Non si vedono mai neppure Ghedini e Romani

di Carmine Gazzanni
Politica

Il caso, a quattro mesi dall’insediamento delle Camere, è scoppiato con l’ex skipper e parlamentare M5s Andrea Mura che pare abbia perso la rotta: finora – dati OpenPolis alla mano – si è visto in Aula 8 volte su un totale di 220 sedute. “L’attività politica – si è giustificato – non si svolge solo in Parlamento. Si può svolgere anche su una barca”. Magari parlando a pesci e alghe. Una spiegazione grottesca a tal punto che ieri lo stesso Luigi Di Maio lo ha attaccato: “Sono dichiarazioni inaccettabili: noi parlamentari siamo dei privilegiati e dovremmo stare chiusi in Parlamento a lavorare. Queste sue considerazioni spero siano false ma comunque dovrebbero indurlo a dimettersi”. Lo farà? Difficile. Più probabile che venga espulso dal gruppo parlamentare M5S.

Fronte bipartisan – In questa vicenda, però, c’è un risvolto ancora più grottesco di quanto già detto sinora: Mura non è, ahinoi, il vero recordman dell’assenteismo. A scorrere la lista di OpenPolis, infatti, scopriamo che c’è chi ha fatto peggio (e meno) delle otto presenze su 220 sedute. E il fronte, manco a dirlo, è bipartisan. Non si può non citare, infatti, la leader degli animalisti, Michela Vittoria Brambilla, che si è vista in Aula a Montecitorio solo una volta. Esattamente come un altro pentastellato, Leonardo Salvatore Penna. Al terzo posto ancora una Cinque stelle: Iolanda Nanni, che ha collezionato sei presenze (2,73% del totale). Il fronte degli assenteisti, però, come detto non conosce colore politico. E così, dopo Mura, abbiamo Piero Fassino (17 presenze), l’ex grillino Andrea Cecconi (18) espulso dal Movimento dopo la vicenda “rimborsopoli”, Erasmo Palazzotto di LeU (24), Carolina Varchi e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia (rispettivamente 25 e 32 presenze su 220). Eppure, l’articolo 48 del regolamento della Camera e l’articolo 1 comma 2 di quello del Senato, sono chiari: deputati e senatori hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’Aula. Ma a questo punto la domanda nasce spontanea: come andranno le cose a Palazzo Madama? Se si può, anche peggio. Al di là dei senatori a vita (il più presente è Mario Monti con 37 presenze su 201 sedute, segue Liliana Segre con una), spiccano soprattutto gli onorevoli di Forza Italia, a cominciare da Paolo Romani: l’azzurro, che Berlusconi voleva addirittura presente del Senato, ha partecipato alla seduta una sola volta. Anche peggio ha fatto Giacomo Caliendo: mai presente in Aula (14 volte risulta in missione). Segue l’avvocato Niccolò Ghedini, in Aula solo 16 volte su 201 (il 7,96% del complessivo), e la fedelissima berlusconiana Licia Ronzulli, che ha totalizzato 25 presenze.

Medaglie d’oro– Ovviamente agli assenteisti corrispondono anche i tanti super presenti. Addirittura alla Camera sono 90 i deputati che non hanno saltato nemmeno una seduta (uno ogni sette). A Palazzo Madama sono 72 (ogni ogni quattro) coloro che non si sono scollati mai dalla poltrona. E, una volta tanto, lo diciamo in senso positivo.