Non passa lo straniero. Il Tar boccia le nomine dei direttori dei musei, schiaffo alla riforma Franceschini

dalla Redazione
Politica

Niente stranieri alla guida dei musei italiani. La sentenza del Tar del Lazio ha infatti bocciato parte della riforma voluta dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ritenendo illegittime le nomine di 5 dei venti direttori. “Il bando della selezione non poteva ammettere la partecipazione al concorso di cittadini non italiani in quanto nessuna norma derogatoria consentiva di reclutare dirigenti pubblici fuori dalle indicazioni tassative espresse dall’articolo 38”, ha sostenuto il tribunale amministrativo. “Se infatti il legislatore avesse voluto estendere la platea di aspiranti alla posizione dirigenziale ricomprendendo cittadini non italiani, lo avrebbe detto chiaramente”, hanno aggiunto i giudici, contestando la modalità di scrittura del bando più che il merito della questione.

La riforma aveva assegnato a 32 musei la totale autonomia organizzativa, scientifica, finanziaria e contabile. I primi venti già funzionano da due anni. “Il mondo ha visto cambiare in 2 anni i musei italiani e ora il TAR Lazio annulla le nomine di 5 direttori. Non ho parole, ed è meglio…”, ha tiwittato Franceschini. Anche il senatore renziano, Andrea Marcucci, ha criticato la sentenza: “La decisione del Tar di bocciare la nomina di 5 direttori di Musei italiani è gravissima, quasi una beffa”. Ma anche il direttore del Tg di La7, Enrico Mentana, ha commentato la vicenda, usando una buona dose di ironia: “È giunto il momento di dare al Tar del Lazio un presidente straniero”. A questo punto sembra scontato il ricorso al Consiglio di Stato da parte del Mibact.