Non solo Rai e Cassa Depositi: ecco la valanga di poltrone che restano appese alla formazione del Governo

di Stefano Sansonetti
Cronaca
De Agostini

La quantità di nomine pubbliche finite nel limbo, in attesa che si chiarisca il quadro istituzionale, per certi aspetti è impressionante. Anche perché in ballo non ci sono solo società partecipate direttamente dal ministero dell’economia, ma tutta una serie di partecipate indirette che conducono in una specie di labirinto. Tra i gruppi controllati direttamente da via XX Settembre spiccano Cassa Depositi, Gse, Invimit, Rai e Sogei. Inutile dire che la partita più succosa è quella per la Cassa Depositi, la cui assemblea è stata spostata a fine giugno nella speranza che in quel momento possa esserci un Esecutivo in grado di scegliere. Qui i rumors dei giorni scorsi davano in uscita l’Ad, Fabio Gallia, mentre accreditavano un tentativo di resistenza da parte del presidente, Claudio Costamagna. In tal senso potrebbe anche essere vista l’operazione anti francese con cui Cdp ha acquisito il 5% del capitale di Tim decretendo la vittoria dei consiglieri di amministrazione proposti dal fondo americano Elliott (di cui due vicini a Costamagna, ossia Dante Roscini e Massimo Ferrari). Nelle ultime ore gli osservatori più attenti assegnano chance crescenti di diventare Ad all’attuale direttore finanziario, Fabrizio Palermo. Altro profilo da sempre ritenuto solido è quello dell’attuale vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco, il cui nome però nelle ultime ore è circolato anche per un posto di rilievo in un eventuale “governo di tregua” sponsorizzato dalla Presidenza della Repubblica.

Altra partita “scoppiettante” sarà quella per la Rai, dove la riforma voluta dall’allora premier Matteo Renzi prevede il passaggio da 9 a 7 dei consiglieri di amministrazione, con alcune varianti nel processo di nomina. Quattro consiglieri, che prima erano indicati dalla Commissione di vigilanza, adesso saranno nominati dal Parlamento (due dalla Camera e due dal Senato). Un componente, per la prima volta, sarà indicato dai dipendenti dell’azienda tv, mentre gli altri due, amministratore delegato compreso, dal Governo.

Il dettaglio – Ad ogni modo la nomina del nuovo cda della Rai, per la prima volta nella storia, potrebbe avvenire senza il previo insediamento della Commissione di vigilanza. In scadenza, poi, c’è il Cda della Sogei, la società informatica del Tesoro che gestisce la delicata anagrafe tributaria. L’attuale Ad, Andrea Quacivi, è considerato uomo vicinissimo all’Ad della Consip, Cristiano Cannarsa (non per niente chiuso in qualche cassetto c’è ancora il progetto di fusione tra le due realtà). A dover cambiare è anche Eur Spa, società proprietaria dei terreni capitolini su cui sorge la “famosa” Nuvola di Fuksas (il presidente è Roberto Diacetti, mentre Ad è Enrico Pazzali). Tra i rinnovi da affrontare anche quello di Invimit, società di fondi immobiliari del Tesoro, guidata dall’Ad Elisabetta Spitz (storico capo del Demanio con destra e sinistra al Governo) e dal presidente alfaniano Massimo Ferrarese. Da non sottovalutare il cambio che si prospetta al Gse, società che gestisce più di 10 miliardi di euro l’anno di incentivi alle rinnovabili, ora guidata da Francesco Sperandini (considerato vicino alla sinistra Pd). Infine, in tempi non lunghi, si aprora anche la delicatissima partita del rinnovo dei servizi: il capo del Dis, Alessandro Pansa, e quello dell’Aise, Alberto Manenti, sono infatti stati prorogati dal Governo uscente per un anno.

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