Nuova bordata dell’Ufficio parlamentare di bilancio. Nel 2019 il deficit al 2,6% del Pil. Con la quota 100 un aumento di spesa lorda di 13 miliardi

dalla Redazione
Economia

Secondo le valutazioni più recenti il deficit si posizionerebbe nel 2019 al 2,6% del Pil. A dirlo è il presidente dello stesso Upb, Giuseppe Pisauro, nel corso della sua audizione sulla manovra davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato. La manovra, secondo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, “peggiora il disavanzo pubblico, sia rispetto al deficit tendenziale sia, per il biennio 2019-2020, rispetto al risultato atteso per il 2018, che verrebbe nuovamente raggiunto solo nel 2021”.

“La riduzione del disavanzo nel 2020 e nel 2021 – ha aggiunto Pisauro – si otterrebbe peraltro unicamente grazie al mantenimento di una quota di clausole di salvaguardia su Iva e accise, pari rispettivamente allo 0,7 (13,7 miliardi) e allo 0,8 per cento (15,6 miliardi) del Pil”.

Pisauro ha aggiunto che “le divergenze rispetto alla stima della Nadef e a quella recentemente diffusa dalla Commissione europea sono imputabili alla diversa previsione sulla crescita economica e all’impatto dell’aumento dello spread sulla spesa per interessi”. E che “il rallentamento congiunturale già sottolineato” con la Nadef “si è ulteriormente accentuato”.

“Le grandezze della finanza pubblica programmate dal Governo – ha detto ancora l’Upb – appaiono soggette a rischi (indebolimento del quadro macroeconomico e impatto dell’evoluzione recente dei tassi di interesse) e incertezze (l’efficacia delle misure di razionalizzazione della spesa, i tempi di attuazione delle norme sul ‘reddito di cittadinanza’ e sulla riforma del sistema pensionistico, l’effettiva realizzazione dei valori programmatici della spesa per investimenti)”.

“Chi optasse per quota 100 subirebbe una riduzione della pensione lorda rispetto a quella corrispondente alla prima uscita utile con il regime attuale da circa il 5 per cento in caso di anticipo solo di un anno a oltre il 30 per cento se l’anticipo è di oltre 4 anni”. E’ il calcolo dell’Upb, illustrato dal presidente Pisauro nel corso dell’audizione sulla manovra, in cui ha sottolineato anche che la platea potenziale per il 2019 sarebbe di “437.000 contribuenti attivi”. Se uscissero tutti ci sarebbe un “aumento di spesa lorda per 13 miliardi”.