Nuove ombre sulle gare Consip. L’Anac indaga su una presunta cricca per spartirsi pure le visite mediche dei lavoratori

di Sergio Patti
Primo piano

C’è qualcosa che non torna nelle gare milionarie della Consip per aggiudicare gli appalti dei servizi a tutela della salute e sicurezza nelle grandi aziende pubbliche. Parliamo di quei presidi medici previsti dalla legge per garantire con visite specialistiche e controlli di routine le condizioni ottimali dei lavoratori. Una certa anomalia, con i susseguirsi sempre di pochi gruppi, sempre gli stessi, era stata segnalata in diverse interrogazioni parlamentari e approfondita anche dal nostro giornale, che aveva posto la questione attirando l’attenzione dell’Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. L’Anac aveva successivamente acquisito presso la Centrale unica per gli acquisti dello Stato la documentazione della Gara Salute 4 (nove lotti per un importo di cento milioni di euro), e adesso ha aperto un’istruttoria in cui si contesta una sorta di cartello per far fuori la concorrenza e spartire i lotti messi a gara. Nel mirino sono finite le società Com Metodi, Deloitte Consulting, Sintesi, Adecco Formazione, Archè, Csa, Nier, Projit, Igeam, Igeamed, Igeam Accademy, Sti, Exitone e Informa. Quello che viene contestato è che avrebbero presentato offerte maggiormente competitive in termini economici (quindi con risparmio per le imprese pubbliche) solo su alcuni lotti oggetto di gara, e tali migliori offerte non si sono sovrapposte tra loro. Anomalie – scrive testualmente l’Anac – che appaiono difficilmente spiegabili al di fuori di un contesto collusivo. Rischia così di scoperchiarsi un altro flop nella gestione Consip. La gara che appare pilotata a detta della stessa Autorità potrebbe essere infatti “esemplificativa di dinamiche collusive tra le parti del procedimento poste in essere in occasione anche di altre gare pubbliche”. Mentre gli uomini di Cantone si muovono nella direzione che abbiamo visto, il cerchio sembra stringersi velocemente anche da altre due parti.

Fatturati sospetti – La prima è l’Antitrust presieduta da Giovanni Pitruzzella, che il 14 marzo scorso ha avviato un’altra istruttoria, anche in questo caso per sospetta violazione della concorrenza, a seguito della quale il 22 marzo sono scattate alcune ispezione di funzionari dell’autorità stessa accompagnati dal Nucleo speciale della Guardia di Finanza. Oltre a perquisire le sedi di alcune tra le società sospettate di pilotare le gare, a quanto trapela sarebbe stato perquisito l’immobile di un influente ex parlamentare trasversale tra Sinistra e Centrodestra, adesso consulente della società Sintesi Spa, impresa guidata da Pierluigi Gemmiti, il cui nome è quello che ricorre più spesso nelle gare aggiudicate, e che ha visto crescere esponenzialmente il suo fatturato negli ultimi anni, proprio in coincidenza con l’influenza degli amministratori e consulenti Consip indicati dalla cerchia di potere vicina all’ex premier Renzi, dall’amministratore delegato Luigi Marroni a professionisti come il presidente della Fondazione Open, che raccoglie i fondi per la Leopolda, Alberto Bianchi.