La furbata della Raggi sul caso Marra. Col giudizio immediato il processo si terrà dopo il voto. E proprio il giorno delle elezioni inaugura la stazione della metro C

di Antonio Acerbis
Politica

Sembrava un gesto d’eroismo fuori dal comune e invece quel che pare è che dietro ci sia uno studiato calcolo politico da parte di chi, essendo un avvocato, conosce bene i tempi della giustizia nostrana. E così Virginia Raggi, mostrandosi qualche giorno fa sprezzante del pericolo, aveva annunciato di voler procedere con il giudizio immediato nel processo che la vede imputata per falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele, ex braccio destro del primo cittadino. “Desidero che sia accertata quanto prima la verità giuridica dei fatti” perché “certa” “della mia innocenza“, scriveva la sindaca su Facebook. E invece l’apparente scorciatoia (il giudizio immediato consente di “saltare” l’udienza preliminare andando direttamente alla fase dibattimentale) si è trasformata nella via più lunga. Quanto basta per tornare a parlare del caso Marra solo a elezioni avvenute. E, infatti, come volevasi dimostrare: il gup del Tribunale di Roma, Raffaella De Pasquale, ha fissato la data di inizio del processo: 21 giugno. Come si ricorderà, invece, la data dell’udienza preliminare era stata fissata al 9 gennaio. Piena campagna elettorale: troppo scomodo per Luigi Di Maio e Beppe Grillo, lanciatissimi verso le elezioni del 4 marzo.

Che coincidenza! – Ma questa non è l’unica furbata a 5 stelle partorita da Virginia nostra. Come rivelato da Repubblica, infatti, la sindaca ha pensato bene di inaugurare la stazione di San Giovanni della metro C. E in quale giorno farlo se non, guarda caso, proprio il 4 marzo? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. E in questo caso è difficile non pensare che la “combinazione” sia in qualche modo un tentativo da prima Repubblica per far parlare di sé (e dunque del Movimento 5 stelle) in un giorno in cui di politica non si potrebbe parlare vigilando il silenzio elettorale. Peraltro, con l’inaugurazione della stazione della metro la sindaca, furbescamente, si prenderà meriti che, tuttavia, è difficile assegnare a lei dato che il progetto va avanti dalle calende greche. Nel corso della giornata, però, il capogruppo M5s capitolino, Paolo Ferrara, ha tentatgo di smorzare i toni: “La coincidenza tra l’apertura della stazione di San Giovanni della Metro C con le elezioni è la solita fake news in vista del voto”, ha detto il consigliere pentastellato, che poi ha aggiunto: “Si tratta di fantasticherie delle opposizioni, avvezze a questo tipo di azioni”. Al di là delle parole di Ferrara, però, non è arrivata alcuna smentita sulla data di inaugurazione né da parte della Raggi né da parte di altri esponenti della giunta capitolina.

Un giornale? – Intanto arriva un’altra “gradita” notizia per i cittadini romani. Se finora la rubrica La sindaca informa era stata pubblicata ogni sabato sul sito web del Campidoglio, adesso diventerà anche un settimanale cartaceo, che verrà distribuito gratuitamente in 15 mila copie. Costo? Poco più di 1.100 euro settimanali (soldi pubblici, ovviamente), per un totale di circa 60mila euro l’anno. Un po’ di più di quanto è costato Spelacchio. Speriamo solo che la sorte sia più benevola.

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