“Omicidio volontario e premeditato”. La Procura vuole il carcere a vita per Fabio Di Lello. Il 34enne ha ucciso il giovane Italo D’Elisa per vendicare la morte della moglie

dalla Redazione
Cronaca
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Nessuna attenuante. La Procura ha chiesto l’ergastolo per Fabio Di Lello, il 34 enne che lo scorso mese di febbraio ha ucciso davanti a un bar il giovane Italo D’Elisa che, la scorsa estate, aveva investito la moglie ammazzandola. Di Lello deve rispondere di omicidio volontario premeditato per aver esploso senza pietà tre colpi di pistola, una calibro nove, per vendicare la morte della moglie. Il procuratore di Vasto (Chieti), Giampiero Di Florio, nel corso della requisitoria ha spiegato che “Non c’è una ricostruzione alternativa dei fatti, abbiamo dimostrato le prove evidenti sulla premeditazione”.

Secondo la ricostruzione della Procura Di Lello non sarebbe stato avvertito da nessuno dell’arrivo di D’Elisa al bar; l’omicida sarebbe stato in perfetta conoscenza delle abitudini del giovane. Il procuratore ha spiegato che non si possono rinvenire nei fatti accaduti né la provocazione né la minorata difesa. Il processo che si sta celebrando in corte d’assise, con rito abbreviato e a porte chiuse, a Lanciano (Chieti), intanto, è stato aggiornato a venerdì 24 marzo.

Nella giornata di oggi la corte ha anche registrato la dichiarazione spontanea di Di Lello: “Amore per mia moglie e follia per quanto è successo in quel momento per il grande dolore che avevo in quel periodo. Sono pentito e dispiaciuto per quanto ho fatto”. I suoi difensori hanno spiegato che “Di Lello ha parlato per far capire alla corte cosa provava in quel momento sostenendo che l’incontro sarebbe avvenuto totalmente in modo casuale e senza alcuna premeditazione.