Omofobia e attacco all’aborto. E’ il Forum medievale della famiglia. Da Gandolfini a Pillon, i crociati del neo-oscurantismo. La Grillo contro l’evento: non ha fondamento scientifico

di Alessandro Righi
Politica

Gli onori di casa li fa il leader del Family Day, Massimo Gandolfini. E il biglietto da visita è già tutto un programma: “L’aborto è l’uccisione di un bambino in utero, e la legge 194 è stata applicata soltanto negli articoli che permettono la soppressione di una vita e non in quelli aiutano la maternità”. Con buona pace di chi, al contrario, era convinto che quella stessa legge fosse il traguardo di una lunga e strenua battaglia per i diritti civili. Nell’opening day del XIII Congresso mondiale delle famiglie a Verona, insomma, è subito chiaro che i dubbi di chi, in questa manifestazione, già intravedeva preoccupanti tentazioni di un ritorno al passato che sembrava lontano anni luce, erano più che fondati.

Una manifestazione, d’altra parte, che la ministra della Salute, Giulia Grillo, a gioco facile nel definire “fortemente ideologizzata” e “chiaramente di estrema destra”. Sulla scia delle critiche avanzate dal leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, che, spiegando le ragioni per le quali non avrebbe preso parte al Forum, aveva bollato l’evento come “un nuovo medioevo della famiglia” per il quale c’è poco da festeggiare. E non è tutto. “Ci sono alcune tipizzazioni abbastanza negative, perché si paragona, a detta di alcuni relatori, l’omosessualità al satanismo – aggiunge la Grillo -. Questa è quella che mi fa un po’ più ridere, se mi permettete, perché è ai limiti del ridicolo ed è ovviamente priva di qualsiasi fondamento scientifico”.

Ma tant’è. La rotta è tracciata e la celebrazione del modello unico di famiglia, politically correct, che non ammette né eccezioni né aperture alla modernità, può cominciare. “In Italia, dal 1978 ad oggi, sono stati uccisi sei milioni di bambini e ne sono stati salvati 200mila – Li ha salvati ad esempio il Movimento per la vita. Ecco lo Stato ha tradito se stesso”, insiste Gandolfini. Ribadendo che “da un’unione donna-donna e uomo-uomo, non nasce una vita, per cui non possono essere genitori”. E aggiunge: “Siamo inoltre convintamente contrari alla maternità surrogata e all’utero in affitto, pratica incivile”.

Trovando manforte nel senatore leghista Simone Pillon, quello del discusso disegno di legge sull’affido condiviso. “C’è una legge nazionale (quella sull’aborto, ndr) che va applicata, e spero che venga applicata completamente, soprattutto nella prima parte – spiega -. A me interessa che venga applicata tutta la legge 194, che parla di tutela della donna e della gravidanza soprattutto nella prima parte. Credo che si debba applicare anche quella”. Per Pillon “ognuno nel privato fa quello che vuole e nessuno deve permettersi di giudicare qualsiasi tipo di relazione affettiva che una persona ritenga giusta per la sua vita”. Ma, conclude, “il bambino ha bisogno della mamma e del papà per crescere”.

Alle celebrazioni della famiglia formato sovranista, saranno presenti non solo esponenti di primo piano del Centrodestra, a cominciare dalla leader di FdI, Giorgia Meloni, ma anche autorevoli componenti del Governo, con il testa il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Una loro libera scelta, archivia la questione la Grillo. “Sapete benissimo che queste due forze politiche, noi e la Lega, siamo diversi, molto, proprio sul punto di vista dei diritti”, taglia corto la ministra della Salute. Che non risparmia un’ultima bordata agli organizzatori: “Altre posizioni, che vengono viste come una esaltazione della donna, rappresentano tutto quello che tutti gli stereotipi per cui noi donne, le nostre madri, le nostre zie, nel passato hanno lottato”.

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