Pajno, Giampaolino & C. Partita la corsa all’Antitrust. Il Parlamento a caccia dell’erede di Pitruzzella

di Antonio Pitoni
Primo piano

Le dimissioni dell’ormai ex presidente della Consob, Mario Nava, costretto ad alzare bandiera bianca sotto il fuoco incrociato di M5S e Lega per la sua presunta incompatibilità, aprono ora pure la partita della successione alla delicata poltrona di vertice della Commissione nazionale per le società e la Borsa. Ma non finisce qui. Perché nell’articolato puzzle delle nomine di competenza governativa (come quella per la Consob) e di pertinenza parlamentare, alcune delle quali a dir poco strategiche, restano ancora molte le caselle da riempire.

Concorrenza trasparente – Insomma, non c’è solo il nuovo presidente della Consob, nominato per decreto del Presidente della Repubblica su proposta del premier, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Da venerdì, solo per fare un esempio, è stato aperto anche l’iter per la nomina – in questo caso spettante al Parlamento – del nuovo presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) che dovrà rimpiazzare l’attuale numero uno di Piazza Verdi, Giovanni Pitruzzella, in sella dal 2011, ormai in scadenza di settennato (non rieleggibile per legge) e in procinto di traslocare in Lussemburgo per ricoprire l’incarico di Avvocato generale della Corte di giustizia europea. I presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati, hanno dato il via libera alla pubblicazione della procedura di selezione. Fissando un termine di 30 giorni per consentire agli aspiranti presidenti dell’Antitrust di “manifestare la propria disponibilità per la nomina”. Entro il 14 ottobre, “a pena di irricevibilità”, i candidati dovranno inviare, alla pec della terza o della seconda carica dello Stato (roberto.fico@certcamera.it o elisabetta.casellati@pec.senato.it), unitamente alla propria “manifestazione di disponibilità”, anche “un dettagliato curriculum vitae”, dal quale risulti il possesso dei requisiti previsti dalla legge (i componenti dell’Agcm sono scelti “tra persone di notoria indipendenza che abbiano ricoperto incarichi istituzionali di grande responsabilità e rilievo”) e una copia di un documento valido di identità.

Partite aperte – Ma non finisce qui. Se per la Consob tra i papabili alla presidenza (di nomina governatoriva), oltre agli attuali commissari Giuseppe Maria Berruti e Paolo Ciocca, c’è anche quello dell’economista Antonio Maria Rinaldi, allievo del ministro Paolo Savona, per la successione a Pitruzzella all’Agcm (di nomina parlamentare), in attesa della chiusura del termine per la presentazione dei curricula, potrebbero correre, invece, l’ex presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno, l’ex presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino, l’economista Mauro Marè, il giurista Beniamino Caravita e il capo di gabinetto del ministro del Tesoro, Roberto Garofoli. E non è tutto. Resta, infatti, ancora aperta anche la partita per la vice presidenza del nuovo Consiglio Superiore della Magistratura (l’insediamento è fissato per il 25 settembre), eletto per prassi tra i membri laici designati dal Parlamento in seduta comune. Tre i nomi dei possibili papabili che hanno visto, nelle ultime settimane, crescere le proprie quotazioni per sedere sulla poltrona occupata dal 2014 dal dem Giovanni Legnini. Si tratta del costituzionalista Filippo Donati, designato dai 5 Stelle; del professore di diritto penale tributario all’Università di Milano, Alessio Lanzi, sostenuto da Forza Italia; e dell’ex parlamentare renziano del Partito democratico, David Ermini, già responsabile giustizia proprio del Pd. Tra le nomine più urgenti, c’è ovviamente quella del commissario per Genova. Nomina rivendicata direttamente dal premier Giuseppe Conte.

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