Tutti bravissimi. Premi fino a 34mila euro ai dirigenti di Palazzo Chigi: gli stipendi superano i 200mila euro

di Carmine Gazzanni
Politica

Promossi a pieni voti. Non potrebbe essere altrimenti dato che i dirigenti di Palazzo Chigi sono dei super cervelloni. Senza retorica. Sono i dati a dirlo. Sul sito del Governo, infatti, sono state pubblicate le tabelle relative alle performance dei dirigenti. Ebbene, tutti i risultati sono stati conseguiti brillantemente. Si susseguono una serie interminabile di “100%” che, tradotta in concreto, significa nella stragrande maggioranza dei casi più soldi per tutti: abbondanti premi di risultato che si aggiungono alle già laute retribuzioni. Prendiamo, ad esempio, il dottor Vincenzo Donato, a capo del dipartimento per le Politiche di Coesione. Nonostante i dati non offrano un quadro troppo positivo sulla gestione dei fondi europei, per parte sua il dipartimento ha lavorato brillantemente. “Tutti i target sono stati raggiunti al 100%”, recitano le tabelle governative. Ma quali erano gli obiettivi da raggiungere? Si va dalla “diffusione di linee guida per migliorare le attività valutative per la programmazione delle risorse delle politiche di coesione” fino all’approfondimento delle analisi sulla “programmazione e l’attuazione degli interventi” allo scopo di “stimolare l’incremento nell’efficacia e nell’efficienza delle politiche di coesione”. Un lavorio importante tra approfondimenti e linee guida, anche se – Corte dei conti dixit – l’utilizzo dei fondi Ue resta bassissimo. Fa niente: Donato, stando alle tabelle di Palazzo Chigi, porta a casa un premio di risultato di 34.600 euro, che si aggiunge ai 172mila euro che il dirigente già porta a casa tra stipendio tabellare e retribuzioni di posizione. Totale: 207mila euro e rotti. Stesso discorso anche per la dottoressa Diana Agosti, a capo del dipartimento per le Politiche europee. La formula è la stessa: risultati conseguiti al 100%. Importante, nel corso del 2017, l’impegno profuso a “favorire la conoscenza e tener vivo il dibattito sul tema delle politiche europee”. Target raggiunto, dice il Governo, tramite “eventi di alto livello” e “azioni di sensibilizzazione con le scuole”, tanto che anche  la Agosti si merita un premio di 34.600 euro, che porta lo stipendio a sfiorare i 200mila euro.

Tutti gli altri – La lista, ovviamente, non finisce qui. Ogni dipartimento, a quanto pare, ha il suo super dirigente dai risultati brillanti. Dall’Ufficio per il programma di Governo alla Struttura di missione per l’edilizia scolastica, fino al dipartimento per l’Editoria, è tutto un fiorire di premi di risultato. E così Alessandra Gasparri, a capo dell’Ufficio che monitora il programma di Governo, ha ricevuto un premio da 32.900 euro. Tra i risultati attesi (e conseguiti) troviamo anche lo “sviluppo delle informazioni rese ai cittadini sull’azione di Governo”. Tutto vero: c’è un sito ad hoc che monitora quanto fatto dall’Esecutivo. Peccato, però, che l’ultimo report sui provvedimeti attuativi sia del 20 dicembre scorso. A brillare anche Antonio Naddeo, a capo del dipartimento per gli Affari Regionali. Per lui un premio da 34.600 euro, che consente anche a lui di superare esattamente come per i suoi colleghi la fatidica soglia dei 200mila euro. Poco meno, invece, prenderà l’architetto Laura Galimerti, a capo della Struttura per l’edilizia scolastica: i 30mila euro di premio si aggiungono ai 135mila euro che la dottoressa già riceve tra le varie indennità.

C’è chi dice no – Non tutti, però, ricevono i premi di risultato. E non perché i risultati non siano stati conseguiti. C’è chi, infatti, pur avendo lavorato come gli altri brillantemente, decide sua sponte di fermarsi ai già soddisfacenti stipendi previsti. È il caso di Bernardo Polverari, a capo della Struttura “unità per la semplificazione e la qualità della regolazione”. Secondo quanto si specifica nella sua scheda, Polverari avrebbe dovuto presentare vari report sull’attività svolta. “Zero giorni di ritardo” e, dunque, risultati raggiunti. Eppure nelle tabelle relative alla retribuzione, si precisa che Polverari (che in realtà viene pagato da Montecitorio, essendo lui un consigliere parlamentare), in merito al premio di risultato non riceve nulla “per espressa rinuncia”. Incredibile. Ma vero.

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