Panico in Procura. Prima crolla il soffitto, subito dopo l’invasione delle vespe. Fuggi fuggi dagli uffici di piazzale Clodio

di Davide Manlio Ruffolo
Roma

Prima un tonfo sordo con parte del soffitto che viene giù, poi l’invasione di vespe che seminano il panico nella Procura di Roma. E’ una storia surreale quella accaduta questa mattina al quarto piano, per la precisione negli uffici dove vengono digitalizzati gli atti cartacei, che solo per pura fortuna non ha avuto conseguenze ben peggiori, salvo un grande spavento. Ai primi scricchiolii, infatti, chi era al lavoro in quell’ufficio era riuscito ad allontanarsi dalle stanze pochi attimi prima del crollo. Del resto erano tutti sul chi va là perché questo non è che l’ultimo episodio di una lunga serie. Proprio ad agosto e nelle stesse stanze, si era registrato un primo crollo di parte del soffitto. In quel caso, la causa era stata individuata nelle infiltrazioni d’acqua dovute ad alcune perdite nell’impianto di condizionamento dell’aria. Guasti che però non sarebbero stati risolti perché anche oggi i dipendenti lamentavano ulteriori perdite. E proprio queste potrebbero essere state la causa anche di questo secondo crollo a seguito del quale il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, appena poco fa, ha effettuato un sopralluogo e ordinato l’immediata disinfestazione delle stanze colpite dal crollo.