Partito unico del Centrodestra. L’ostacolo è il Governo Lega-M5S. Parla il vice capogruppo di FI alla Camera, Occhiuto: “Il nuovo soggetto non può essere una nuova partita Iva”

di Antonio Pitoni
L'intervista

Il partito unico del Centrodestra? “C’è un macigno insormontabile che ne impedisce  la nascita”. Non ha dubbi il vice capogruppo vicario alla Camera di FI, Roberto Occhiuto: “Ed è il fatto che Lega e M5S governano insieme”.

Salvini ha definito “processo politico senza precedenti” il sequestro da 49 milioni di euro disposto dal  Riesame contro la Lega. Qual è la posizione di Forza Italia?

“Innanzitutto vorrei esprimere solidarietà alla Lega per una decisione giudiziaria che non solo  fa riferimento alla gestione del partito in un’epoca precedente a quella della segreteria di Salvini ma ha anche disposto un sequestro per un importo sproporzionato rispetto all’effettivo danno che avrebbe provocato. Credo che si tratti di una decisione che chiunque abbia rispetto per le regole della democrazia non possa che giudicare inopportuna”.

A questo punto, però, la Lega rischia seriamente di chiudere. Le alternative potrebbero essere quella di cambiare nome o, come caldeggia il governatore Toti, accelerare la nascita di un partito unico del Centrodestra. Ipotesi però sulla quale altri esponenti di FI sono più cauti. Lei che idea si è fatto?

“Di certo il partito unico non nascerà al semplice scopo di dare vita ad una nuova partita Iva. Ciò premesso, è evidente che Forza Italia è più in sintonia con la Lega di quanto non lo sia con il Pd. Ma c’è un macigno insormontabile che impedisce la nascita del partito unico del Centrodestra. Ed è il fatto che La Lega sta governando con il Movimento 5 Stelle”.

Peraltro, Fratelli d’Italia si è già detto contrario…

“Ognuno fa le sue valutazioni. Il nostro auspicio resta quello di ricomporre un Centrodestra autosufficiente per governare il Paese.  Un auspicio, ripeto, irrealizzabile finché la Lega resterà alleata dei Cinque Stelle”.

Ma se al momento, a suo avviso, il partito unico del Centrodestra non è una strada percorribile, è ipotizzabile un abbraccio tra Lega e M5S agevolato dall’esperienza di Governo che stanno condividendo?

“Credo di no. Lega e Cinque Stelle sono divisi da differenze antropologiche. è vero che si tratta di due forze politiche che hanno in comune il forte radicamento sui social, ma restano troppi punti di differenza sostanziali”.

Ad esempio?

“Sull’immigrazione c’è molta più sintonia tra la Lega e Forza Italia che tra Fico e Salvini. Quanto all’economia sono molti di più i punti di contatto tra noi e il Carroccio che tra la Lega e i Cinque Stelle. Ad esempio c’è piena condivisione sulla Flat tax e forte contrarietà al reddito di cittadinanza”.

Secondo alcuni retroscena di stampa, Forza Italia sarebbe disposta a dare il via libera alla ratifica di Foa alla presidenza della Rai se la Lega accettasse di correre in coalizione con il Centrodestra alle prossime regionali in Abruzzo e Basilicata. Uno scenario plausibile?

“Soltanto per chi pensa che Forza Italia e la Lega siano al mercato invece che in Parlamento. Le alleanze locali non si costruiscono sullo scambio delle poltrone. Così come quelle nazionali non si sfasciano sulle nomine. Specie nel caso di alleanze ventennali come quella tra Forza Italia e Lega. Possono rompersi, semmai, su questioni politiche, a cominciare dalle scelte economiche”.

In questi primi cento giorni del Governo Conte si è vista più l’impronta dei Cinque Stelle  o quella della Lega?

“Sui temi economici sta prevalendo, purtroppo, quella del Movimento, come dimostra il decreto Dignità da noi fortemente osteggiato. Sull’immigrazione, invece, il primato di Salvini è evidente. Una posizione, per quanto mi riguarda, coraggiosa e guardata con attenzione anche dal nostro elettorato”.