Passera convince il mercato. Ma Mps sarà data a Jp Morgan. L’ex ministro ha presentato il piano per Siena. Ma il futuro è già deciso

di Sergio Patti
Economia

È bastato solo che l’ex Consigliere delegato di Banca Intesa, Corrado Passera, presentasse il suo piano alternativo alla consegna del Monte Paschi all’americana Jp Morgan per far schizzare del 12% il titolo in Borsa. Segno che un’alternativa all’esproprio dell’istituto può esserci e che al mercato questa alternativa piace. A Siena però la decisione è presa e come a Rocca Salimbeni la pensano pure a Palazzo Chigi. Passera dunque non ha nessuna possibilità di spuntarla, pur sapendo benissimo che la consegna di Mps al colosso americano è una di quelle macchie che resteranno per decenni nel sistema economico e politico del nostro Paese.

UN VERO ESPROPRIO
Un dettaglio da niente per il Cda del Monte che ieri, subito dopo la presentazione del piano di Passera si è affrettato a confermare la ferma intenzione di proseguire nell’attuazione dell’operazione di ricapitalizzazione e contestuale cessione delle sofferenze precedentemente comunicata al mercato. Il Cda ha preso quindi atto dell’aggiornamento da parte dell’amministratore delegato e degli advisors, in merito alla proposta non vincolante ricevuta da Passera ma ha deciso di proseguire, subito dopo la presentazione del piano industriale, gli approfondimenti avviati, attraverso i propri advisors. La riunione dello stesso Cda di ieri, presieduta dal presidente dimissionario Massimo Tononi, ha proseguito nell’esame del piano industriale che sarà approvato il prossimo 24 ottobre e confermato la tempistica di convocazione dell’assemblea della banca entro fine mese. Un consigliere, all’uscita dalla riunione a Milano, ha precisato che lunedì prossimo, in occasione del nuovo Cda, verrà fissata la data dell’assemblea. Quest’ultima si terrà con ogni probabilità il 18 novembre e avrà all’ordine del giorno l’aumento di capitale e la nomina del nuovo presidente. Nessuno spazio per Passera, insomma.

MENO TAGLI
Intanto va avanti la definizione del piano strategico al quale sta lavorando l’Ad Marco Morelli, che dovrebbe prevedere circa 3mila esuberi per il personale, la metà dei quali come residui del vecchio piano. Una cifra inferiore rispetto alle ipotesi iniziali di stampa che collocavano a quota 5 mila i posti a rischio, ma non di poco peso per un istituto già impegnato da tempo a ridurre i costi del personale. Sembra invece confermato il taglio di 27,7 miliardi di crediti deteriorati e l’aumento di capitale fino a 5 miliardi.