Per Salvini e Di Maio inizia la partita della vita. Parla Del Debbio: “Sulle Camere un gioco da ragazzi. Per il Governo sarà più dura. Berlusconi di nuovo in gioco”

di Antonio Pitoni
Politica

L’accordo sulle presidenze delle Camere? “Una base di partenza della legislatura, ma non certo per il prossimo Governo”. Ne è sicuro il conduttore di Quinta Colonna, Paolo Del Debbio. “Eleggere i presidenti di Camera e Senato è un gioco da ragazzi in confronto alla partita per il prossimo Esecutivo”. Per dirla con una metafora, “è come  fare prima una partita a flipper e poi una Goriziana a nove birilli (specialità del biliardo, ndr), sono due cose molto diverse”.

Aspettando la Goriziana, Berlusconi ha messo una moneta nel flipper, aprendo ai 5 Stelle. Strategia?
“Tener fuori Berlusconi da una trattativa del Centrodestra è come mettere a tacere un cantante: impossibile. Peraltro il mandato che sia lui che la Meloni hanno dato a Salvini, il leader della Lega lo stia rispettando. Salvini ha trattato sul serio. E parallelamente Berlusconi si sta ritagliando un ruolo nella coalizione”.

Ma con quale obiettivo?
“Intanto quello di esserci, che in politica è fondamentale. Poi si vedrà. Si è reso conto che la farina si fa col grano che c’è. E il grano è questo. Aveva altre idee, ma il risultato delle urne lo ha costretto a rivedere i piani”.

E Salvini come sta gestendo la partita?
“È un leader di buon senso, ragionevole nelle trattative. Non ha la mentalità dell’assopigliatutto”.

Rinunciare a qualcosa oggi per passare all’incasso domani: c’è un’Opa della Lega su FI?
“Penso sia vero il contrario. E’ l’elettorato che ha lanciato un’Opa su Salvini come leader. Un’Opl, un’Offerta pubblica di leader”.

Come si sta muovendo Di Maio?
“Sta dimostrando una voglia notevole di entrare nella stanza dei bottoni. Mi pare sia propenso anche lui alla trattativa. Del resto lo ha detto Grillo: abbiamo detto addio al ‘vaffa’, niente inciuci, ma la mediazione va cercata”.

E il Pd intanto resta defilato all’opposizione…
“Non ho idea di cosa abbia in testa Renzi.”.

Un leader al capolinea?
“Assolutamente no, non sarebbe il primo a risorgere. Se vuole che non sia finita può non esserlo”.

Facendo cosa?
“Se i due che hanno vinto si mettono d’accordo per lui di spazio ce n’è poco. Se non si mettono d’accordo le cose cambiano”.

E Renzi sta scommettendo su questa seconda possibilità?
“Non so se stia scommettendo su questa ipotesi o su quella di un Governo del Presidente. Forse più sulla seconda perché lui ritiene che Centrodestra e 5 Stelle, in particolare Forza Italia e 5 Stelle, non siano compatibili. E se si farà una cosa diverse avrà tempo di rimettere in piedi il partito, almeno che il Pd non si spacchi e un pezzo decida di partecipare al Governo. Del resto la voglia di stare nella stanza dei bottoni ce l’hanno tutti”.

Quale Governo ha più probabilità di partire?
“Dipenderà molto da quanto il M5S è disposto a trattare sui suoi cavalli di battaglia. Il reddito di cittadinanza è il grande scoglio, metterlo in piedi è un bel terno al Lotto”.

Lega-5Stelle? Reddito di cittadinanza o flat tax?
“Non sono incompatibili, anzi, possono coesistere. Ma torniamo al punto di partenza.  Un conto è accordarsi sui presidenti della Camere, altra cosa mettersi d’accordo sul merito delle proposte”.

Tw: @Antonio_Pitoni