Call center Poggioreale. Sequestrati sei smartphone ai detenuti ad alta sicurezza nel carcere di Napoli. Erano nascosti nelle condotte degli impianti idrici delle celle

dalla Redazione
Cronaca
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Resta altissima la tensione in carcere a Napoli. A darne notizia è Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe: “Le celle del Padiglione Avellino del carcere di Poggioreale come call-center. Nell’arco di 24 ore nel Padiglione Avellino che ospita i detenuti ad Alta Sicurezza, appartenenti alla Criminalità Organizzata, sono stati rinvenutI ben sei apparecchi telefonici cellulari smartphone. A seguito di attenta e intuitiva attività investigativa del personale della Polizia Penitenziaria si è infatti proceduto a mirate perquisizioni che hanno avuto esito positivo. Gli apparecchi cellulari detenuti illecitamente sono stati scoperti nelle condotte degli impianti idrici delle celle. Il personale del Corpo in servizio a Poggioreale, ancora una volta, si distingue per l’alto senso del dovere e capacità professionali. Donne e uomini in divisa che ogni giorno operano tra mille difficoltà e rischi nell’Istituto più affollato d’Italia che al momento conta circa 2200 detenuti rispetto ai 1300 previsti.  L’organico della Polizia Penitenziaria falcidiato da una assurda legge Madia è stato ridotto di circa 200 unità e dal presente organico sono fuori sede in altri servizi 170 unità, numeri che non consentono neanche un regolare piano ferie. Basti osservare che il reparto colloqui garantisce in media lo svolgimento di 350 colloqui ed il controllo e filtro anche di 1500 familiari che fanno ingresso ed il tutto con sempre meno unità di Poliziotti impiegate. Questi eroi silenziosi ed invisibili garantiscono tutti i giorni la legalità ed il recupero dei rei ma ciò sembra non interessare. Al contrario siamo spesso oggetto di campagne mediatiche che non fanno giustizia dell’operato vero del Corpo altro che la legenda metropolitana della” cella zero”.

Ma il Sappe denuncia una grave situazione in ordine all’ingresso in carcere di soldi destinati ai detenuti: “Ci riferiamo ai dati dei colloqui giornalieri, quando i familiari posso versare soldi ai detenuti, che complessivamente determinano un flusso economico  di 100.000 euro settimanali: senza tracciabilità, versati sui conti correnti interni, a soggetti a cui lo Stato paga il gratuito patrocinio da familiari che risultano perlopiù nullatenenti”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime solidarietà e parole di apprezzamento per gli Agenti di Poggioreale: “Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. E quotidiani sono i ritrovamenti di telefoni cellulari o droga in carcere.  Sono oggettivi i numeri riferiti alle colluttazioni ed ai ferimenti nelle carceri italiane, riferiti all’anno 2017: le colluttazioni sono state 7.446 ed i ferimenti 1.175. Ossia, statisticamente 20 colluttazioni e 3 ferimenti al giorno! Non fanno statistica ma sono reali le aggressioni verbali di quei detenuti che inveiscono, offendono e poi scagliano contro i poliziotti penitenziari le proprie feci, l’urina o la candeggina…”.

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