Polizze assicurative perdute. Ultimi giorni per farsi pagare. Migliaia di italiani non si presentano all’incasso. Dopo l’8 aprile le somme andranno al Tesoro

di Sergio Patti
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di Sergio Patti

Ci sono migliaia di italiani che hanno un tesoretto in casa a loro insaputa. Non sono i vincitori del biglietto della lotteria mai riscosso, ma poco ci manca. Il tesoretto – e nel complesso parliamo di milioni di euro – è quello delle polizze assicurative mai incassate, e che in gergo si definiscono dormienti. Fino al 2008, allo scadere di un solo anno dalla data di incasso, le somme dovute venivano automaticamente incamerate dalle assicurazioni emittenti. Il decreto 166 del 2008 ha poi esteso a due anni il periodo oltre il quale i titoli di pagamento andavano prescritti e infine è stato Mario Monti, col decreto 179 del 2012 a estendere a dieci anni il termine massimo entro il quale riscuotere. Ma chi si dimentica di farsi pagare una polizza assicurativa, magari una di quelle vita dove ogni mese si versa un premio fisso? Può sembrare incredibile, ma al momento di riscuotere, migliaia di italiani non si presentano allo sportello.

NON SOLO SMEMORATI  -Un caso classico è quello di un genitore che apre una polizza per il figlio neonato e per morte prematura non riusce a informare il piccolo dell’esistenza stessa dell’assicurazione. Fatto sta che queste somme, una volta non riscosse, adesso finiscono per essere incamerate dal Tesoro. Per non penalizzare i moltissimi cittadini che hanno perso la possibilità di riscuotere quanto accumulato, gli ultimi governi hanno aperto delle finestre, con il contributo del Ministero dello Sviluppo e i fondi provenienti dalle multe inflitte dall’Authority sul mercato. Il primo bando riconsegnò due milioni di euro a circa 400 assicurati accortisi delle proprie polizze oltre il termine del 28 maggio 2010. Il secondo bando, riconsegnò 5,6 milioni, estendendo il termine della prescrizione al 30 dicembre 2012. Nei mesi scorsi, infine, il Mise ha presentato un nuovo bando, questa volta con 3,5 milioni (che con i chiari di luna che conosciamo per le casse pubbliche non è poco) offrendo fino a un massimo del 70% per quegli assicurati che avevano visto sfumare la possibilità di incassare le polizze. A gestire l’intera operazione è la Consap, che con l’amministratore delegato Mauro Masi sta spingendo per garantire a quanti più cittadini possibile il diritto al recupero delle somme dovute. Un compito – spiega lo stesso Ad – che rientra tra le crescenti attività assegnate dal Ministero dell’economia a Consap, sulla scia degli ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni in ogni genere di relazione con i consumatori.

ORA O MAI PIÙ – Il termine ultimo per chiedere il pagamento di queste polizze dormienti è però il prossimo 8 aprile, e gli uffici potranno accettare integrazioni di documenti fino massimo al 20 settembre. Per questo – ha spiegato a La Notizia il funzionario di Consap Massimiliano D’Alleva – è stato chiesto all’Ania di sensibilizzare le compagnie per accelerare il rilascio delle attestazioni relative alle polizze. Ora però tocca ai cittadini attivarsi e passare all’incasso.