Poltrone ad alta velocità per Cattaneo. L’ex Ad di Terna sale pure su Italo, dopo Telecom e la caltagironiana Cementir. E fa business col fotovoltaico

di Stefano Sansonetti

Un’ altra poltrona da aggiungere al suo portafoglio incarichi. Flavio Cattaneo, uscito non più di qualche mese fa da Terna, da ieri ha trovato sistemazione anche nel consiglio di amministrazione di Ntv, la traballante società dei treni veloci che vede tra i principali azionisti Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle. Ma quello in Ntv, dove è entrato come indipendente, non è certo l’unico scranno occupato da un Cattaneo che sembra intenzionato a non mollare la presa con il giro che conta. Dall’aprile scorso, infatti, l’ex ad di Terna siede anche nel consiglio di amministrazione di Telecom, anche qui come indipendente. In più, dal lontano 2008, è consigliere di amministrazione indipendente di Cementir, la società di produzione e distribuzione di cemento che fa parte del gruppo guidato dall’immobiliarista Francesco Gaetano Caltagirone. Finisce qui? Neanche per sogno.

LE ULTIME MOSSE
Si dà infatti il caso che l’estate scorsa Cattaneo abbia creato una specie di gruppo che si sta già occupando di fotovoltaico. In cima c’è la Essecieffe Investment, controllata al 100% dal manager, holding di partecipazioni costituita il 12 maggio scorso. A sua volta la società vanta due partecipazioni: il 100% nella Essecieffe Services, costituita il 28 maggio con l’obiettivo di svolgere attività di consulenza, e il 100% della Raggio di sole 2 srl, l’ultima arrivata in casa Cattaneo, società che gestisce una serie di impianti fotovoltaici in Piemonte. Insomma, l’ex numero uno di Terna prova a mantenersi dinamico, a quanto filtra sperando in un grande balzo. Ma cosa è andato a fare Cattaneo in Ntv? La situazione della società dei treni Italo, nata per fare concorrenza a Ferrovie dello Stato, è a dir poco complicata. Nonostante il fatturato dal 2012 al 2013 sia passato da 103 a 249 milioni, per il secondo anno consecutivo si sono registrate perdite per oltre 75 milioni. C’è chi dice che Cattaneo ambirebbe un domani a diventare Ad, al posto di Antonello Perricone. Di certo è curioso notare come Cattaneo sia finito in Ntv dopo aver provato a trasferirsi armi e bagagli in Ferrovie dello Stato, sfruttando la rete di conoscenze dell’allora capo delle relazioni istituzionali di Terna, il dalemiano Giuliano Frosini. Quest’ultimo, ironia della sorte, alla fine è riuscito a entrare nel Cda delle Ferrovie, mentre Cattaneo ne è rimasto fuori. E poi c’è l’avventura nel fotovoltaico, settore nel quale il manager si sta facendo accompagnare da Elisabetta Colacchia, già capo dell’investor relations di Terna e capo dello staff proprio quando Cattaneo era amministratore delegato. Di recente, attraverso la holding Essecieffe Investment, Cattaneo ha acquistato il controllo della Raggio di sole 2 srl, costituita nel 2012 (ma le azioni sono in pegno alla Unicredit Leasing in virtù di un vecchio contratto). Dall’ultimo bilancio 2013, quando il controllo faceva capo alla Ostro srl, risulta che la società “ha acquistato un diritto venticinquennale di superficie della copertura dei seguenti stabilimenti: uno stabilimento industriale in Torino, uno in Serravalle Sesia e un altro in Alpignano”. In più ha ottenuto licenze e autorizzazioni per la realizzazione di impianti fotovoltaici denominati “Parcom”, “Nord Ovest” e “Alpignano”.

LO SCENARIO
I numeri non sono granché, vista la giovane età della società, ma in grandissima crescita. Se in 5 mesi di vita del 2012 fatturato e utili si erano attestati rispettivamente sui 56.134 e sui 20.862 euro, a fine 2013 sono arrivati a 610.384 e a 220.927 euro. E poi il ruolo della Colacchia, coinvolta da Cattaneo come Ad della Essecieffe Services e come presidente della Raggio di sole 2 srl. Ma a cosa mira esattamente Cattaneo? Forse alla poltrona di Ad di Ntv, o forse a qualche grossa poltrona pubblica. C’è chi sussurra la Cassa depositi e prestiti, dove l’Ad Giovanni Gorno Tempini rischia grosso. E’ infatti indagato dalla procura di Trani per una vicenda relativa ai derivati, risalente a quando era manager del gruppo Intesa. Se fosse rinviato a giudizio perderebbe l’onorabilità prevista dallo statuto di Cdp. Ma per quest’ultima ci potrebbero già essere le forti candidature di Matteo Del Fante, attuale Ad di Terna, e Andrea Guerra, ex Luxottica.

Twitter: @SSansonetti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *