Poltrone pubbliche, affari privati. Così il capo di Cassa Depositi, Costamagna, porta a casa 36 milioni

di Stefano Sansonetti
Cronaca

di Stefano Sansonetti

In Cassa Depositi e Prestiti gli impegni sono tanti. Si capisce, visto che gestire 250 miliardi di risparmio postale degli italiani, e una cospicua serie di partecipazioni nelle strategiche società di Stato, non è certo roba che lascia molto tempo per altre occupazioni. Poi però parli di soldi, tanti soldi. E il tempo per buttare un occhio a qualche affare ci scappa sempre. Basta chiedere a Claudio Costamagna, super banchiere con un’esperienza quasi ventennale in Goldman Sachs, accreditato di buoni rapporti con Romano Prodi ma nel 2015 chiamato dall’allora premier Matteo Renzi ad assumere la presidenza proprio della Cdp, Cassa Depositi e Prestiti, una delle più importanti società controllate dal ministero dell’economia. Ebbene, Costamagna ha messo a segno un affare che gli metterà in tasca una montagna di soldi. Tutto nasce con un’operazione comunicata lo scorso 30 ottobre, i cui effetti sul presidente della società controllata dallo Stato sono completamente passati sottotraccia.

L’accordo – In quella data il colosso farmaceutico Novartis ha annunciato un accordo per rilevare una società di medicina nucleare, quotata al Nasdaq (il listino americano dei titoli tecnologici), che si chiama AAA, Advanced Accelerator Applications. Sede in Francia, a Saint Genis Pouilly, AAA è una società cresciuta molto negli anni, soprattutto grazie ai suoi innovativi prodotti per oncologia, neurologia e cardiologia. L’accordo è grosso, visto che Novartis mette sul piatto 3,9 miliardi di dollari per accaparrarsi il 100% delle azioni di AAA. La nota con cui viene illustrata la cessione spiega che il consiglio e il management della società inglobata hanno assunto impegni irrevocabili per offrire tutti i pacchetti azionari all’interno della transazione. La stessa nota aggiunge che Novartis ha lanciato la sua offerta a 41 dollari per ogni azione ordinaria di AAA, con un maxi premio del 47% sul valore dei titoli fino al settembre precedente. Ma cosa c’entra in tutto questo Costamagna? Semplice. Il banchiere prestato al pubblico, infatti, risulta presidente di AAA dal 2012, con un incarico rinnovato proprio poco tempo fa, quando già era presidente di Cdp. Ma soprattutto, cosa di cui sembra non essersi accorto nessuno, Costamagna è anche azionista di AAA. Da un prospetto della società risalente al marzo 2017, pubblicato negli archivi della Sec (in pratica la Consob americana), viene fuori che in questo momento il presidente dell’italiana Cdp è titolare dell’1,2% di AAA, corrispondente a 1 milione e 50 mila azioni ordinarie.

Il dettaglio – A proposito di questo pacchetto, una nota a margine dello stesso prospetto chiarisce che 650 mila azioni ordinarie di AAA sono detenute direttamente da Costamagna, mentre 400 mila fanno capo alla holding di partecipazioni CC & Soci. Ma visto che quest’ultima, conclude la nota, è da lui stesso presieduta e posseduta al 90%, “Costamagna può essere considerato il beneficiario delle 400 mila azioni AAA in capo alla CC & Soci”. Da tutto questo consegue che l’offerta di Novartis su AAA finirà con il premiare anche il banchiere nostrano. Per rendersi conto della cifra in gioco basta fare una semplice moltiplicazione: visto che Novartis offre 41 dollari per azione ordinaria, e Costamagna è titolare di 1 milione e 50 mila azioni, ne viene fuori che il suo guadagno sarà della bellezza di 43 milioni e 50 mila dollari, che al cambio attuale fanno 36,2 milioni di euro.

L’esito – Davvero niente male, per un banchiere certo abituato a guadagni a sei zeri nelle sue pregresse esperienze private, ma che da due anni a questa parte in teoria dovrebbe dedicarsi anima e corpo alle sorti del Paese dalla tolda di comando di una delle più delicate società a controllo statale. E forse sta proprio qui il più importante spunto di riflessione. Nessuno infatti sostiene che nel maxi guadagno che sta per far felice Costamagna ci sia qualcosa di illecito. Ma allo stesso tempo risulta un po’ ostico non chiedersi se sia opportuno, da parte di uno dei più importanti manager di area pubblica, nominato dal Governo, continuare come se niente fosse a mantenere diversi incarichi privati, per di più in giro per il mondo.

Il carnet di poltrone – Attualmente, infatti, oltre e essere presidente di AAA, Costamagna risulta anche consigliere di amministrazione di Fti Consulting Inc, altra società quotata a New York. Senza contare, come detto, che continua a essere presidente e azionista al 90% della holding di partecipazioni CC & Soci. Naturalmente La Notizia ha chiesto lumi alla Cassa Depositi sulla vicenda. La società, che è guidata anche dall’amministratore delegato Fabio Gallia, ha innanzitutto confermato che Costamagna incasserà 43 milioni di dollari (corrispondenti a 36,2 milioni di euro), quando “al termine dell’Opa (l’offerta pubblica di Novartis su AAA, ndr) cederà le sue quote”. Ha poi precisato che “Costamagna ha effettuato l’investimento nel 2007”, quindi ben prima di diventare presidente di Cassa Depositi, divenendo presidente di AAA nel 2012 “con l’obiettivo di supportare la società costituita da Stefano Buono, scienziato italiano formatosi al Cern di Ginevra con Carlo Rubbia, nella costruzione della struttura di governance e finanziaria della società quotata al Nasdaq nel 2015”. Rimane il fatto che, per quanto acquisito in tempi precedenti al suo attuale impegno statale, Costamagna non ha mai ritenuto di doverlo lasciare. Anzi, già presidente della Cdp ha accettato la conferma a presidente di AAA. Fino a quando, evidentemente, non gli si è prospettata la possibilità di incassare un maxi assegno.

Tw: @SSansonetti