Poltrone pubbliche, il totonomine impazza pure a viale Mazzini. E l’ex direttore generale Gubitosi cerca gloria

di Stefano Sansonetti
Economia

di Stefano Sansonetti

A volte ritornano. O forse sarebbe meglio dire “provano” a ritornare. Del resto quando si tratta delle nomine di Stato gli appetiti non possono mancare. Soprattutto se in palio ci sono centinaia di poltrone e gli attuali assetti, complici gli esiti di alcune inchieste giudiziarie, rischiano di sbriciolarsi. Del possibile avvicendamento tra gli attuali amministratori delegati delle varie Eni, Enel, Poste, Terna e Leonardo-Finmeccanica si è già detto e scritto molto. Più sfumata, invece, è rimasta finora la posizione di chi dietro le quinte sta cercando di riproporsi. In questa categoria, se così si può dire, va iscritto Luigi Gubitosi, ex direttore generale della Rai ed ex amministratore delegato di Wind. Dopo essere uscito nel 2015 da Viale Mazzini, il manager si è buttato nel mondo dei fondi internazionali, diventando partner di Advent International. Ma alla fine la visibilità garantita da una carica pubblica è un “dettaglio” a cui è molto difficile rinunciare. Per questo, dicono le indiscrezioni, Gubitosi si starebbe dando molto da fare per rientrare nel giro.

Ma cosa vorrebbe fare? Il manager è uomo di finanza, se si considera che per tanti anni è stato Cfo della Fiat e numero uno in Italia della banca americana Merrill Lynch. Per questo c’è chi sostiene che tra i suoi desideri ci sia la poltrona di Ad di Poste, colosso sempre più concentrato sul business bancario e assicurativo. Da quest’ultimo molti danno in uscita Francesco Caio, il cui percorso di avvicinamento verso Finmeccanica, però, nelle ultime ore viene dato in rallentamento. Ad ogni modo l’approdo in Poste di Gubitosi dovrebbe fare i conti con le chance accreditate a due nomi di peso: Fabio Gallia, attuale Ad di Cassa Depositi, e Luigi Ferraris, oggi direttore finanziario delle stesse Poste ed ex cfo di Enel. Il nome di Gubitosi, come detto, riporta al suo recente passato in Rai.

Gli altri posti – Anche nel perimetro di viale Mazzini sono in palio rinnovi di Cda importanti come RaiCom, Rai Way e Rai Cinema. Molto ambita Rai Way, quotata in Borsa, oggi guidata dall’Ad Stefano Ciccotti. Nei giorni scorsi, infatti, sono tornate di prepotenza voci sul possibile riavvicinamento della società a Ei Towers (gruppo Mediaset). Movimenti in corso anche su Rai Cinema. Qui per il ruolo di Ad in queste ore è spuntato fuori il nome di Massimo Proietti, direttore marketing della Universal. Accanto a lui ci sarebbe Silvio Maselli, assessore alla cultura del Comune di Bari guidato dal renziano Antonio Decaro. Ma vengono anche accreditate possibilità di rimanere all’attuale Ad, Paolo Del Brocco. A spingere per un manager esterno, a quanto pare, sarebbero alcune grosse società di produzione come la Wildside di Mario Gianani (marito della ministra Marianna Madia) e la Cattleya fondata da Riccardo Tozzi, marito della regista Cristina Comencini, a sua volta madre di Carlo Calenda. E proprio il ministro dello sviluppo è uno degli osservati speciali di questa tornata di nomine. Con Matteo Renzi all’angolo, infatti, Calenda viene indicato come possibile “mazziere” con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.