Popolari divise contro il governo. Banche al bivio: assopopolari si spacca sulla proposta alternativa all’abolizione del voto capitario

Giovanna Tomaselli
Economia

Cambio di strategia per le Banche popolari che rischiano di essere profondamente trasformate dalla riforma del governo. Dopo aver sbarrato la strada per anni a ogni tentativo di modificarne la governance, ora il direttivo di Assopopolari prova ad autoriformare il settore da se. E ieri la commissione tecnica guidata da Angelo Tantazzi ha preparato un testo che sarà discusso dal Cda del prossimo 4 febbraio.

TEMPO SCADUTO
Il presidente dell’associazione, Ettore Caselli, ha dato così ulteriore impulso al progetto di autoriforma, che potrà quindi essere presentato a breve. Il progetto, nelle intenzioni di Assopopolari, costituirà la risposta concreta della categoria al decreto del governo, che impone ai primi dieci istituti cooperativi italiani la trasformazione in spa entro 18 mesi, su cui basare anche il futuro confronto tra le forze politiche in vista della conversione del decreto. Le Popolari comunque non sembrano procedere di comune accordo e nel direttivo di Assopopolari, riunito ieri nella sede della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, non è stato possibile prendere alcuna decisione. Il presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi Banca, Andrea Moltrasio, ha sottolineato che “è un momento molto delicato in cui ci vuole un minuto per distruggere tutto”. Anche Vito Primiceri, presidente della Banca Popolare Pugliese e Luigi Sartoni, direttore generale della Banca Popolare Valconca, per ora non è stata decisa nessuna linea. neppure sull’eventuale presentazione di un ricorso contro il decreto.