Primarie, ora Renzi si accontenta di un milione ai gazebo. Ed è scontro su un’eventuale patrimoniale

dalla Redazione
Politica

Che le primarie rischino il flop lo si capisce subito dalle parole dell’ex segretario Matteo Renzi quando rispondendo alla prima domanda del confronto andato in onda ieri sera su Sky fa sapere che “Tutto ciò che ha la cifra un milione davanti va bene”. Un’aspettativa piuttosto bassa per un partito che sognava di portare ai gazebo due milioni di persone. Certo, la data non aiuta, il 30 aprile, ma a sceglierla è stata proprio la segreteria composta per la maggior parte da esponenti renziani. Andrea Orlando, anche lui candidato alla segreteria, infatti, ha replicato: “Io fisserei l’asticella ai due milioni di persone come disse Renzi nell’ultimo congresso del partito”. Terzo candidato della contesa Michele Emiliano.

Un minuto e trenta per rispondere a ogni domanda posta dal giornalista Fabio Vitale con tre possibilità di replicare, ognuna da 30 secondi. Gli argomenti sono stati vari, da Alitalia alla legge elettorale, passando a tasse e biotestamento. E tanto altro ancora. Legge elettorale che rappresenta una priorità assoluta per Emiliano e Orlando. Renzi ha spinto ancora per una legge maggioritaria, sottolineando che non vorrebbe andare al voto col proporzionale.

Su un’eventuale uscita dall’euro i tre candidati non hanno dubbi nel dire no. Sulla stessa lunghezza d’onda anche per quanto fatto sul biotestamento. Teatro di sconto sono invece i famosi 80 euro tanto voluti da Renzi prima delle Europee 2014. L’ex premier ha rivendicato quanto fatto, il ministro della Giustizia sulla stessa linea sottolineando l’errore fatto quando a qualcuno sono stati richiesti indietro, mentre per Emiliano un errore ragionare per bonus.

Tema caldo anche quello delle tasse. E nel dettaglio sulla patrimoniale: bocciata da Renzi, con aperture invece da parte di Emiliano e Orlando.