Primo sì al ddl anticorruzione. La maggioranza ritrova la compattezza smarrita. Sospetti su Giorgetti per il blitz a scrutinio segreto. Poi Di Maio e Conte archiviano il caso come incidente

di Francesco Carta
Politica

Lo “spazzacorrotti”, incassa il primo via libera a Montecitorio (con 288 sì e 143 no). Ma dopo lo scivolone della maggioranza sull’emendamento salva-Lega dell’ex M5S espulso Catello Vitiello, che rottama di fatto i processi per peculato a carico di alcuni esponenti del Carroccio, tra i quali quello del capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, ci vorranno tre letture per ripristinare la norma, modificata approfittando del voto segreto in Aula, nel ddl anticorruzione.

Un “incidente” che di certo ha lasciato pesanti strascichi all’interno della maggioranza gialloverde. L’immagine, alla lettura del voto finale, è del resto eloquente: grillini in piedi ad applaudire, leghisti seduti in silenzio. Incidente, peraltro, che secondo alcuni retroscena di stampa avrebbe, in realtà, una regia precisa. Quella del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. Che però ha smentito categoricamente di essere il mandante del blitz. “Secondo voi, con tutto quello che c’ho da fare, mi metto qua a far scoppiare una crisi?”, ha tagliato corto, ieri, in Transatlantico a Montecitorio.

Episodio, comunque, superato. Almeno per ora. Con Giorgetti che incassa la difesa del suo leader, Matteo Salvini: “Non c’è nessun tema Giorgetti nel Governo – ha assicurato il vicepremier e ministro dell’Interno -. Non ci interessano le chiacchiere, il Governo è compatto per risolvere i problemi del Paese”. E, prima ancora, la fiducia del capo politico M5S, Luigi Di Maio: “Smentisco le accuse del Movimento nei confronti del sottosegretario Giorgetti, che vedo in questo momento anche nell’occhio del ciclone forse perché sta dando fastidio a Malagò e al Coni”. Capitolo chiuso, insomma. Archiviato in mattinata anche dal premier, Giuseppe Conte. Che, parlando di episodio “singolo e circostanziato”, ha definito “molto buoni” i rapporti tra Cinque Stelle e Lega. “Nel segreto della votazione si possono creare situazioni di imprevedibilità – ha tagliato corto il presidente del Consiglio -. Ma non c’è nessun disaccordo tra alleati”.

Linea sposata anche dai parlamentari Cinque Stelle. “I retroscena pubblicati da diversi quotidiani su liti furibonde all’interno della maggioranza e notti passate a investigare su presunte congiure orchestrate da Giorgetti sono assolutamente privi di fondamento”, ha affermato, il capogruppo M5S alla Camera, Francesco D’Uva. “Quello che è accaduto in aula con il voto sul ddl anticorruzione è un fatto sicuramente grave, ma non è possibile usare un incidente di percorso parlamentare, al quale abbiamo già trovato il modo di rimediare, per costruire la fantasiosa ipotesi di un complotto da parte della Lega. Quelle scritte sui giornali sono solo falsità”.

Insomma, si va avanti. “Sono soddisfatto e orgoglioso, oggi è un bel traguardo per l’Italia anche se siamo ancora in prima lettura”, ha plaudito al risultato il Guardasigilli, Alfonso Bonafede. Anche se il provvedimento dovrà essere corretto al Senato. Dove i numeri sono molto più stretti della Camera.

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