Primo trimestre positivo per Acea. L’utile netto arriva a 76 milioni. Il Gruppo si conferma pronto a nuove acquisizioni. Donnarumma: “Risultati in linea col piano industriale”

di Sergio Patti
Economia

Prosegue anche quest’anno la crescita verticale di Acea, la multiutility capitolina che nel 2018 ha chiuso il suo miglior bilancio di sempre, con ricavi per tre miliardi e un margine di oltre 930 milioni. Numeri non facili da replicare, ma che alla fine del primo trimestre dell’esercizio attuale sembrano alla portata dell’azienda guidata da Stefano Donnarumma. I conti della nuova trimestrale presentati ieri alla comunità finanziaria vedono un utile netto di 76 milioni di euro e ricavi netti per 823 milioni. Il risultato netto è in calo del 2% rispetto allo stesso periodo del 2018, ma questo solo perché i conti dell’anno scorso aveva beneficiato di un provento di 9 milioni legato all’acquisizione del Gruppo Tws. Al netto di questo effetto il risultato del primo trimestre dell’anno registra quindi un incremento del 10%. Stesso aumento per il fatturato che nei primi tre mesi dell’anno scorso si era attestato a 745 milioni.

A CACCIA DI BUSINESS. Alla luce degli ultimi dati, Acea conferma la guidance per l’anno – cioè le previsioni inserite nel piano industriale – già comunicate al mercato a marzo: incremento dell’Ebitda tra il 5% ed il 6% rispetto al 2018; aumento degli investimenti in crescita di oltre il 10% rispetto al 2018; indebitamento finanziario netto a fine anno tra 2,85 miliardi e 2,95 miliardi. “I dati del primo trimestre del 2019”, ha commentato Donnarumma, “sono pienamente coerenti con le prospettive di crescita del Piano Industriale presentato lo scorso 2 aprile presso la Triennale di Milano. Una crescita”, ha proseguito il top manager, “ottenuta agendo solo all’interno del perimetro storico di Acea, che non tiene ancora conto del costante lavoro messo in campo per espanderci in altri segmenti di mercato, già identificati all’interno del nostro basket strategico”.

PIÙ INVESTIMENTI. Parole che lasciano intravedere all’orizzonte una possibile operazione di Acea per crescere in altri segmenti di mercato. In tal senso, nella relazione che accompagna la trimestrale è specificato che resta “sempre ferma la volontà del Gruppo di realizzare importanti investimenti in infrastrutture, che mantenendo la solidità della struttura finanziaria consolidata, producano un impatto positivo sulle performance operative ed economiche della società”. E proprio su questo punto è specificato che “la struttura finanziaria del Gruppo risulta solida per gli anni futuri.

Il debito al 31 marzo scorso è regolato per il 78% a tasso fisso, in modo da garantire la protezione da eventuali rialzi dei tassi di interesse nonché da possibili volatilità finanziarie o creditizie”. Un aspetto, questo finanziario, sul quale il management è stato particolarmente attento, in parallelo con il piano di manutenzione straordinaria della rete idrica e l’impulso al grande progetto del raddoppio dell’invaso del Peschiera. Così oltre a una duratmedia del debito che si attesta sui 5,5 anni, si registra anche un calo dei costi a servizio proprio delle esposizioni finanziarie, scesi al 2,19%.