Profondo rosso. La guerra dei dazi mette paura ai mercati e fa sgommare via dagli Usa la Harley Davidson. E la Merkel debole sui migranti preoccupa

dalla Redazione
Economia

Le Borse europee terminano la seduta in forte calo. Milano cede il 2,44%, Londra arretra del 2,26%,  Francoforte del 2,46% e Parigi perde l’1,92%. Ad appesantirle le nuove tensioni commerciali che si profilano all’orizzonte e i segnali di rallentamento dell’economia tedesca. Secondo il Wall Street Journal, il presidente americano Donald Trump starebbe pensando di introdurre nuove restrizioni nei confronti della Cina,  per impedire alle sue aziende di investire nei settori tecnologici Usa e per bloccare le esportazioni verso Pechino. Ipotesi però smentite dal segretario al Tesoro Mnuchin: “Le storie sulle restrizioni agli investimenti sono false. Chi le ha raccontate o non esiste o non conosce la materia molto bene”, ha detto. Ma le aziende americane cominciano a reagire. È  il caso di Harley-Davidson, che prevede di spostare parte della produzione delle sue moto fuori dagli Stati Uniti proprio in  risposta ai dazi europei. Harley stima che ognuna delle sue moto costerà in media 2.200 dollari in più con l’Ue che ha aumentato dal 6% al 21% i dazi sull’import delle sue moto. Nei prossimi 18 mesi Harley aumenterà la produzione nei suoi impianti internazionali, che sono in Australia, Brasile, India e Thailandia. Harley-Davidson stima che i dazi peseranno per 90-100 milioni di dollari l’anno, una cifra che la società non intende scaricare sui consumatori.

Tuttavia i mercati restano nervosi dopo che in Germania l’indice Ifo, uno dei principali barometri dell’economia tedesca che misura la fiducia delle imprese, è sceso a 101,8 punti a giugno dai 102,3 punti di maggio. Il dato è in linea con le attese degli economisti. Con sei cali negli ultimi sette mesi, il dato di oggi alimenta, infatti,  le preoccupazioni dell’economia tedesca”. Preoccupa la situazione politica interna, con Angela Merkel che deve fronteggiare una decisa opposizione sulle sue politiche migratorie. Non si esclude la caduta dell’esecutivo, con nuove elezioni che farebbero salire ancora il livello di instabilità politica in Europa.

Sul fronte italiano, dopo il risultato delle comunali gli analisti non escludono la rottura del patto di governo, con conseguente approdo a elezioni in tempi brevi. Questo riporterebbe tutto nell’incertezza. La Lega potrebbe farsi allettare dalla possibilità di consolidare gli oltre dieci punti che i sondaggi le attribuiscono. Certo i partiti farebbero bene anche a guardare la situazione politica complessiva. L’Istat ha dato i risultati territoriale del Pil che forniscono qualche sorpresa. Scontata la crescita superiore alla media nazionale nel Nord-ovest e nel Nord-est (+1,8% per entrambe), c’è il buon andamento del Mezzogiorno (+1,4%) e un incremento più modesto nel Centro (+0,9%).

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