Protezione civile, famiglia, periferie. Qui Palazzo Chigi spende di più. Pubblicato il bilancio 2019 della Presidenza del Consiglio. Tagli sulle Pari opportunità, Servizio civile e Sport

di Carmine Gazzanni
Cronaca

Contrariamente a quel che si può pensare, i soldi ci sono. E pure tanti. Dipende, poi, dall’utilizzo che se ne fa. Le spese previste da Palazzo Chigi nel 2019, stando al bilancio di previsione pubblicato in questi giorni, saranno pari a 2,1 miliardi di euro, in considerevole aumento rispetto all’anno appena trascorso (1,4 miliardi). Quando però parliamo di “uscite” nel bilancio di Palazzo Chigi non intendiamo solo gli ingenti costi delle tante strutture della presidenza del Consiglio, dipartimenti compresi, ma anche i vari fondi per gli interventi dei dipartimenti stessi.

Ed ecco allora che scorrere il corposo bilancio aiuta a capire dove sarà indirizzata l’azione specificatamente della presidenza del Consiglio. È facile, ad esempio, rendersi conto di quanto sia centrale l’attività della Protezione civile per il Governo di Giuseppe Conte: il dipartimento, facente capo proprio a Palazzo Chigi, godrà di fondi che passano da 386 milioni a 839, con un aumento di 452 milioni (+117,23%). “Tale incremento – si legge nella nota preliminare al bilancio – deriva dall’aumento che ha interessato lo stanziamento destinato al Fondo per le emergenze nazionali”. Ma non è l’unico capitolo di spesa ad aumentare. Significativo, ad esempio, anche il passaggio delle somme destinate all’attuazione del piano nazionale per la “riqualificazione e rigenerazione delle aree urbane degradate”, che passano da 60 milioni a 97,2 (+ 62%).

Il capitolo, però, che più di ogni altro subisce un interessante incremento è quello relativo alle politiche per la famiglia, i cui fondi passano da 55 milioni a 176, con un aumento di 121 milinoi (+218%). Un incremento che fa il paio con i fondi assegnati al sostegno per la gioventù che cresce addirittura del 419% rispetto al Governo precedente: da 7 a 37 milioni. A scorrere il bilancio è visibile la trazione leghista da alcuni significativi cambi di passo. Per dire: il capitolo relativo alla “alvaguardia territori montani e aree di confine” passa da uno stanziamento di 8,6 milioni del 2018 a uno di 24,5 per quest’anno.

Ovviamente, però, lo spostamento di finanziamenti porta inevitabilmente a tagliare altrove. Risultano, infatti, in diminuzione i fondi destinati alla quota dell’otto per mille a gestione statale: esattamente come gli altri Governi, dunque, anche questo esecutivo “ruberà” i contributi dei cittadini per utilizzarli per altri fini. Piccoli tagli sono stati apportati anche alle politiche dello sport (da 124 milioni a 115), al sostegno delle pari opportunità (da 69 a 62 milioni di euro) e al servizio civile (da 179 a 148 milioni).

Questo non vuol dire, ovviamente, che il mantenimento della mega-struttura di Palazzo Chigi non occupi un peso esiziale nel bilancio. Basti pensare che per il solo funzionamento dell’apparato istituzionale, tra contributi, emolumenti di dirigenti, dipendenti, dello stesso presidente, vicepresidenti e sottosegretari, senza dimenticare consulenze e benefici, servizi e forniture varie, verranno spesi oltre 333 milioni di euro. Qualche esempio per capire: solo per la manutenzione di immobili e giardini se ne andranno 5,4 milioni e 4 milioni per fitto di locali. Senza dimenticare il fondo di ben 98 milioni di euro per “spese per liti, arbitraggi e accessori”. Anche in questo caso, però, tante spese sono state tagliate. Una su tutte: fino a poco tempo fa Palazzo Chigi pagava per commissionare sondaggi sul gradimento del Governo. Per il 2019 questa inutile (e ignobile) spesa è stata azzerata.