Psicosi a Piazza Affari. La manovra del cambiamento spaventa i mercati. Spread a quota 269. Ma il Governo non arretra

dalla Redazione
Economia

Giornata di profondo rosso sui mercati quella del day after della manovra varata dal Governo. Piazza Affari ha bruciato 25 miliardi con il Ftse Mib, il listino dei titoli principali, che ha chiuso la giornata a -3,72% e l’All Share a -3,51%. Lo spread ha chiuso a quota 269 con un rendimento del Btp decennale al 3,16%, dopo che nella tarda mattinata era schizzato fino a 280.

Sono letteralmente affondati i titoli bancari: Banco Bpm (-9,43%), Intesa San Paolo (-8,44%), Bper (-8,34%), Banca Generali (-7,17%), Unicredit (-6,73%) e Mediobanca (-6,15%). Non hanno fatto tanto meglio anche altri titoli quali Snam (-5,05%), Poste (-4,28%), Telecom (-4,04%), Enel (-3,67%). Perdite più contenute, invece, per Eni (-1,51%) ed Fca (-2,06%). L’unico titolo che ha chiuso la giornata in positivo è stato quello di Saipem con +0,68%.

A scatenare la tensione sui mercati l’approvazione della Nota di aggiornamento al Def che ha portato all’innalzamento del rapporto deficit/Pil al 2,4%. Ma il caso italiano sembra aver avuto un’influenza negativa anche sugli altri listini europei: Londra l’Ftse 100 cede lo 0,47% a 7.510,20 punti, il Cac a Parigi registra un -0,85% a 5.493,49 punti e il Dax a Francoforte cala dell’1,5% a 12.246 punti. Adesso inizierà il lavoro vero sulla legge di Bilancio per il 2019; il governo dovrà varare entro il 15 ottobre e portare in Parlamento entro il 20 la legge di bilancio. Vedremo come reagiranno i mercati la prossima settimana.

Non traspare certo fiducia dalle parole del viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia che intervenendo a Radio 24 ha pronosticato una bocciatura scontata per la manovra che verrà presentata alla Commissione europea essendoci stato uno scostamento rispetto a quello che era il percorso tracciato e che si è concluso con il rapporto deficit/pil al 2,4%.

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