Pure per Obama basta un Sì. Ora l’endorsement Usa è ufficiale. Così l’inquilino della Casa Bianca aiuta Renzi sul referendum

dalla Redazione
Politica
Anche Barack Obama fa il tifo per la vittoria del Sì al referendum. “Crediamo che possa accelerare il percorso dell’Italia verso un’economia più vibrante e verso un sistema politico più efficiente”, ha detto il presidente degli Stati Uniti. Che ieri, per la sua ultima cena di Stato, ha ricevuto alla Casa Bianca (con tanto di tappeto rosso e rullo di tamburi) il premier Matteo Renzi. La corrispondenza di amorosi sensi, del resto, era cominciata di prima mattina. Quando, dalle pagine di Repubblica, Obama ha detto senza giri di parole che “l’austerity ha contribuito a rallentare la crescita europea”.
Musica per le orecchie dell’ex sindaco di Firenze. Che a Washington, oltre alla moglie Agnese Landini, ha portato una fitta delegazione formata da Raffaele Cantone, i due premi Oscar Roberto Benigni e Paolo Sorrentino, la campionessa paralimpica Bebe Vio, la presidente del Cern Fabiola Gianotti, la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini, lo stilista Giorgio Armani e la responsabile del reparto architettura e design al Moma di New York Paola Antonelli. Senza dimenticare il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il nuovo commissario per il Digitale Diego Piacentini e l’ambasciatore Armando Varricchio. Un viaggio fondamentale per il presidente del Consiglio, soprattutto in vista dell’appuntamento del 4 dicembre.
LOTTA ALL’AUSTERITY – Il sostegno di Obama a Renzi è stato tout court. Ecco perché, per il presidente americano, il numero uno di Palazzo Chigi deve restare in politica a prescindere dal risultato del voto, visto che “sta sfidando lo status quo con riforme coraggiose” e rappresenta “una nuova generazione di leader non solo in Italia ma in Europa e nel mondo”. “Grazie agli Stati Uniti per lo straordinario supporto nella battaglia che l’Italia fa per affermare il paradigma della crescita e non di austerità a tutti i livelli”, è stata la replica di Renzi. Per il quale “se a dicembre vinceremo questo referendum sarà più facile continuare la lotta per cambiare l’Europa, perché le riforme strutturali sono importanti per noi ma anche per le istituzioni europee”.
UNITI CONTRO L’ISIS – Tanti i temi trattati durante l’incontro. Fra questi, l’immigrazione (“mi congratulo con Renzi per la richiesta di una risposta umana al problema”) e la lotta all’Isis. L’Italia, ha detto Obama, “è uno degli alleati migliori e sta dando un contributo diplomatico in Libia: vogliamo continuare a sostenere il governo di unità nazionale che vuole espellere Daesh dal paese”. “L’agenda internazionale italiana coincide completamente con quella americana”, gli ha fatto eco il premier. Obama ha poi rivolto un pensiero alla popolazione di Amatrice colpita dal terremoto: “Sappiamo che il governo italiano sta lavorando per dare loro sollievo e per ricostruire”. “Quella piccola comunità non si è piegata”, ha detto Renzi: “Quando verrai a visitare l’Italia ti farò assaggiare una delle paste più buone, l’Amatriciana”.