Quell’appalto infinito per blindare il Colosseo. La procedura per gestire biglietteria e servizi di vigilanza è stata aperta un anno e mezzo fa, ma è ancora tutto fermo

di Stefano Sansonetti
Primo piano
colosseo

È passato un anno e mezzo. Eppure sembra che quell’appalto sia destinato a non essere mai assegnato. Basti pensare che, complici ricorsi e controricorsi alla magistratura amministrativa, in questo lasso di tempo sono scattate ben cinque proroghe. In ballo c’erano (e in realtà di sarebbero ancora) i servizi di biglietteria e vigilanza per il Colosseo, il Foro Romano, il Palatino e la Domus Aurea. In pratica i siti archeologici più importanti di Roma, tra i più visitati del mondo intero. Valore preventivato: 45 milioni di euro in quattro anni.

Ebbene, dal quell’8 febbraio 2017, data in cui la Consip ha pubblicato il bando, è successo di tutto. Il caos si è scatenato principalmente intorno al lotto 1, quello relativo ai servizi di biglietteria. Qui, dopo una guerra arrivata fino al Consiglio di Stato, la Centrale acquisti del Tesoro ha deciso di sospendere la procedura fino a una decisione di merito. A proseguire la sua strada, invece, è il lotto due, quello relativo alla vigilanza. Ebbene, qui tra gli ultimi atti della Consip si registra il provvedimento con cui sono state ammesse a concorrere alla gara ben 16 società del settore security, in pratica tutte le più importanti del territorio romano e nazionale. Segno di un interesse che resta comunque molto alto. In generale, però, tutto quello che è accaduto nell’ultimo anno e mezzo non può essere un bel segnale per un appalto pensato per aiutare la valorizzazione di alcuni dei nostri gioielli storico-architettonici. A questo punto non resta che aspettare futuri sviluppi.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *