Raggi se la prende col clima, ma il rischio per lei si chiama Marra: la sindaca verso il rinvio a giudizio. Il Movimento però deve tacere fino a elezioni

di Giorgio Velardi
Politica

Si era data sette e mezzo, Virginia Raggi, quando a giugno tracciò un bilancio del suo primo anno in Campidoglio. “Abbiamo in campo moltissimi progetti”, rivendicò fiera la sindaca pentastellata di Roma, “stiamo piano piano cambiando tutto il sistema”. Ma poi è bastata una domenica d’estate (non d’inverno: d’estate) per mettere in ginocchio la città. Tra le mille istantanee che hanno fatto il giro di siti web e social network, quella che ritrae un cassonetto dell’immondizia che “naviga” davanti al Colosseo per colpa dell’acqua alta, manco fossimo a Venezia, rende bene l’idea di quale sia lo stato dell’arte della decantata “svolta” grillina nella Capitale. Tra le decine di cinguettii contro l’ex sindaco Ignazio Marino (Pd), due giorni fa la Rete tanto cara al Movimento 5 Stelle ne ha fatto riemergere – è proprio il caso di dirlo – pure uno datato 23 luglio 2014: “Con noi al governo di Roma nei primi 6 mesi azione devastante x pulizia tombini chiusi, scoli e fogne. #marinosturailtombino”. Firmato M5S Roma, appunto. Davanti all’emergenza, però, pure Raggi&Co. si sono ritrovati a mollo. L’appello rivolto dalla sindaca ai romani, “non uscite di casa”, è suonato alle orecchie dei più come una battuta. Non che ieri, a dire il vero, a “Virginia” sia andata tanto meglio.

Impreparazione – Interpellata sul numero di tombini sui quali si è realmente intervenuti, la prima cittadina ha risposto che “la cifra potremmo comunicarla a breve” perché “stiamo facendo una ricerca Municipio per Municipio”. Ma certo, “il conteggio non è assolutamente agevole”. E poi “i mutamenti climatici ci mettono di fronte a esigenze per le quali non eravamo preparati”. Proprio così ha detto. Sta di fatto che nel Movimento, malgrado i vertici cerchino di fargli scudo, i mal di pancia aumentano. La linea è quella di sedarli, almeno per ora. Visto che nei prossimi mesi sono in programma due appuntamenti fondamentali per il M5S. Il primo, tutto interno, è la scelta del candidato premier che sarà annunciato il 24 settembre alla kermesse di Rimini. Il secondo sono le Regionali siciliane del 5 novembre, ultimo test prima delle Politiche del 2018 che Di Maio e Co. ambiscono a vincere. Abbandonare oggi la Raggi al suo destino vorrebbe dire portare tutti a fondo. Ma potrebbe non bastare.

Ombre del passato – Sullo sfondo aleggia infatti lo spettro del rinvio a giudizio della sindaca per falso, che potrebbe arrivare già questa settimana. Secondo l’accusa, “Virginia” mentì all’Anticorruzione del Comune sulla nomina di Renato Marra, fratello del suo ex braccio destro Raffaele, a capo del Dipartimento turismo del Campidoglio con un aumento di stipendio di 20mila euro. L’archiviazione dell’abuso d’ufficio riguardante la nomina del suo ex capo segreteria, Salvatore Romeo, non renderebbe meno amara la pillola. Certo, il codice etico del Movimento non prevede sanzioni fino all’eventuale condanna di primo grado. Ma il danno d’immagine sarebbe fortissimo per chi ha fatto dell’“onestà” il suo mantra.

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