L’Ad della Rai Salini punta sulle nomine esterne. Il dem Anzaldi non ci sta e spara a zero sul Cda: “Inquietante silenzio, anche del consigliere eletto dai dipendenti”

dalla Redazione
Politica

Quando ha letto l’intervista sul Corriere della Sera all’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, il commissario della Vigilanza in quota Pd, Michele Anzaldi, è saltato letteralmente sulla sedia. Salini ha ricordato che i poteri di gestione e conduzione dell’azienda spettano a lui per legge, non al presidente.

Quindi perché siete tanto preoccupati per il ruolo di Foa?
“La nomina di Foa è stata illegittima, l’iter ha infranto le regole e si è concluso con una sospetta votazione taroccata in Vigilanza. Vedremo in ogni caso come Salini eserciterà la sua funzione, le sue prime parole però destano preoccupazione”.

A cosa si riferisce?
“Salini ha dato l’impressione di pensare di essere ancora in una tv commerciale, sembra più interessato ad ascolti e prodotti da commercializzare che non a quello che è il primo impegno del servizio pubblico, stabilito dalla Concessione e dal Contratto di servizio: l’informazione. La Rai ha perso la leadership dell’informazione in prima serata, ad esempio il martedì e il giovedì, ma su questo Salini non ha detto neanche una parola. La Rai riaprirà trasmissioni che sono state incomprensibilmente chiuse, come Ambiente Italia, Ballarò, Virus, Scala Mercalli, oppure no? E poi il nuovo ad sembra dimenticare che la Rai è finanziata per quasi due miliardi, ovvero oltre due terzi dei suoi introiti, dal canone dei cittadini, non dalla pubblicità”.

Che ne pensa dei riferimenti fatti da Salini sulle nomine dei telegiornali?
 “Trovo offensivo per le centinaia di giornalisti del servizio pubblico che si possa anche solo pensare alla nomina di direttori esterni. Offensivo e anche dannoso per le casse pubbliche della Rai: cosa ne penserebbe la Corte dei Conti, che ha un magistrato osservatore permanente in Cda? Il fatto che nessuno nel Consiglio di amministrazione, neanche il consigliere che per la prima volta nella storia della Rai è stato nominato dai dipendenti (Riccardo Laganà, ndr), abbia avuto da ridire su questo è inquietante. Se non difendono le professionalità Rai in casi come questi, i membri del Cda che ci stanno a fare? In ogni caso non è pensabile procedere ad alcuna nomina, se prima non viene presentato il Piano editoriale”.

Sull’informazione si è fatto sentire, però, il senatore M5s Paragone, capogruppo in Vigilanza. Ha criticato la scaletta del Tg1 e le interviste di Fazio a Cottarelli. Che ne pensa?
“Anche su Paragone e le sue accuse pretestuose non ho sentito levarsi nessuna voce in difesa dell’autonomia giornalistica, a parte le proteste del Pd. C’è il rischio che questa maggioranza, che ha eliminato il contrappeso stabilito per legge del presidente di garanzia, voglia procedere con un’occupazione selvaggia e illegale dell’informazione pubblica. E’ necessario impedirglielo con ogni mezzo possibile, a partire da quelli giudiziari”.

Salini, però, ha detto che la Rai deve tornare a produrre format, idee, programmi. Almeno su questo sarà d’accordo?
“Per fare in modo che la Rai torni a produrre direttamente, riducendo gli acquisti esterni, occorre innanzitutto rendere immediatamente operativa la Risoluzione contro i conflitti di interessi di agenti, autori e conduttori approvata un anno fa all’unanimità dalla commissione di Vigilanza. Finora è stata illegittimamente bloccata: che aspetta Salini a riprenderla in mano per darne piena applicazione? Perché il Movimento 5 stelle, che votò insieme a noi quella Risoluzione, non chiede all’ad che hanno nominato loro di agire? Paragone invece di attaccare il Tg1 perché non chiede un impegno su questo ai nuovi vertici?”.

Loading...