Rai, Vespa e Fazio si salvano ancora. Anche col contratto da artisti potranno intervistare i politici in campagna elettorale

di Giorgio Velardi
Tv e Media

Nessuno stop a Bruno Vespa e Fazio Fazio, nonostante vengano pagati come artisti e non giornalisti. La commissione parlamentare di Vigilanza Rai ha dato il via libera al regolamento sulla par condicio in campagna elettorale, bocciando a maggioranza gli emendamenti coi quali i Cinque Stelle chiedeva che la conduzione di programmi a contenuto giornalistico fosse affidata a chi è iscritto all’Ordine.

La norma, in particolare, avrebbe inciso sui conduttori di Porta a Porta e Che tempo che fa, che così non avrebbero potuto ospitare politici nei due mesi che porteranno alle elezioni del prossimo 4 marzo. Per un motivo molto semplice, stando al ragionamento dei pentastellati. E cioè che sia Vespa (contratto da 1,2 milioni di euro all’anno) sia Fazio sono contrattualizzati appunto come artisti, in modo tale da bypassare il tetto di 240mila euro annui di stipendio che Viale Mazzini ha imposto ai propri cronisti rispettando gli obblighi di legge. Ma non agli artisti per evitare, secondo le dicerie popolari, che andassero altrove, da chi cioè gli avrebbe offerto più soldi. Il Pd era partito lancia in resta già ieri e oggi, dopo l’ok al regolamento, ha esultato per aver respinto quello che il senatore dem Salvatore Margiotta, membro dell’organismo parlamentare presieduto dal grillino Roberto Fico, ha definito come un vero e proprio “editto bulgaro” dei pentastellati. Anche la Lega è andata all’attacco di Di Maio e co. “Tutto ciò che esce dalla testa dei grillini è assolutamente strumentale e inutile”, ha tuonato Jonny Crosio, altro componente della Vigilanza. Che però poi ha tenuto a mettere a verbale un personale distinguo tra i due conduttori. “Vespa – dice – è un professionista serio e imparziale che non può essere paragonato al fazioso Fazio che farebbe bene a dimettersi e a farsi candidare in un collegio dal Pd”.

Pei i Cinque Stelle la replica è affidata direttamente a Fico: “In Rai lavorano circa 1500 giornalisti, compresi i direttori dei tg, la Presidente e il Direttore generale, che sottostanno al tetto alla retribuzione di 240 mila euro annui. Ma c’è chi, pur essendo giornalista, preferisce assimilare la propria prestazione a quella di un artista per bypassare il limite retributivo e percepire compensi milionari”. Ecco perché per Fico quella di ieri è “un’occasione persa per risolvere quella che è una vera e propria anomalia per il servizio pubblico a cui occorrerà presto porre rimedio”.

Fin qui la polemica politica. Ma la vicenda ha creato anche uno scontro tutto interno all’azienda, nato dall’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano da Lucia Annunziata. Per l’ex presidente della Rai, conduttrice di Mezz’ora in più, infatti, la mancata esclusione dei programmi di Vespa e Fazio in campagna elettorale comporterebbe “una violazione di legge”. Accusa che Vespa ha rispedito al mittente: “Spiace che una giornalista dell’esperienza di Lucia Annunziata scriva su un tema così delicato senza documentarsi”.

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