Referendum, voto estero al di sopra di ogni aspettativa: 1,6 milioni al voto. I voti stanno rientrando in Italia su 210 diversi voli

dalla Redazione
Politica
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L’ultimo giorno della campagna per il referendum sulla riforma costituzionale parte dal dato sul voto estero degli italiani. Rovente. Seggi chiusi con il 40% dell’affluenza, una stima di un milione e 600mila schede in arrivo che potrebbero davvero essere decisive, come paventa chi minaccia il ricorso in caso di vittoria del Sì in ragione della presunta ingerenza di Matteo Renzi proprio nella formazione dell’opinione dei nostri connazionali oltre confine.

Il dato sull’affluenza va oltre ogni rosea aspettativa. In Svizzera, secondo i primi dati che circolavano già ieri sera a Palazzo Chigi, ha votato il 42,2% degli italiani registrati, in Gran Bretagna l’affluenza è stata invece del 37%.

Matteo Salvini, inaugurando in piazza Colonna a Roma la sua agenda, attacca subito Renzi: “Credo che in consolati e ambasciate ne siano successe di cotte e di crude. Ma conto sul fatto che il voto degli italiani sarà un voto per il No che supererà anche gli eventuali Sì inventati e comprati da Renzi in giro per il mondo. E da lunedì a Palazzo Chigi si cambia inquilino”. Il premier, prevedendo il copione, aveva intanto già detto la sua a Rtl 102.5: “E’ un film che ogni volta si ripropone. Il voto all’estero è stato proposto dall’allora ministro del centrodestra Tremaglia e votato a sinistra. Non capisco, perché dire che lì si fanno i brogli? Perché continuare ad alimentare tensioni e polemiche?”.

Al di là di ogni polemica, i voti stanno tornando in Italia. Ben 195 corrieri diplomatici contenenti il materiale elettorale da altrettante sedi del mondo sta volando verso Roma su 210 diversi voli, accompagnati da funzionari del Ministero degli Esteri.

Lo prevede la macchina organizzativa che sta portando in Italia, percorrendo 549.552 chilometri terrestri e facendo 816 ore di volo, i voti degli italiani all’estero sul referendum costituzionale di domenica. Ieri alle 16 ore locali in tutto il mondo – ricorda la Farnesina in una nota – si sono “regolarmente chiuse le operazioni di voto”. La prima Sede a chiudere è stata Wellington, in Nuova Zelanda, quando in Italia erano le 5 del mattino di ieri. L’ultima Vancouver, in Canada, alle 1 del mattino di oggi, ora italiana.