Regole troppo rigide. Se l’Europa non cambia rischia di saltare. Parla Trano (M5S): “Varare una manovra restrittiva mentre l’economia globale sta rallentando sarebbe stato suicida”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“La rigidità delle regole europee deve cambiare altrimenti l’intero progetto è a rischio”. Parola del capogruppo M5S in commissione Finanze di Montecitorio, Raffaele Trano, che difende la legge di bilancio dell’Esecutivo Conte.
Il Governo tiene il punto: previsioni di crescita e saldi della Manovra, con il rapporto deficit-Pil al 2,4%, confermati nella lettera di risposta all’Ue.

Una dichiarazione di guerra alla Commissione Ue?
“Assolutamente no. La nostra è una manovra ancora più necessaria dopo il dato Istat del terzo trimestre che ha certificato il ritorno della crescita zero. Varare una manovra restrittiva mentre l’economia globale sta rallentando sarebbe stato suicida.

A questo punto, però, la procedura d’infrazione europea contro l’Italia è inevitabile. Come vi regolerete?
“La rigidità delle regole europee deve cambiare altrimenti l’intero progetto è a rischio. Quale occasione migliore di una manovra coraggiosa dell’Italia? Siamo un paese fondatore e non possiamo essere liquidati senza conseguenze”.

L’Olanda e l’Austria già insistono per sanzionare l’Italia. La sorprende un po’, visto anche l’asse privilegiato del vostro alleato, la Lega, in particolare con il Governo di Vienna sul tema dell’immigrazione, questa presa di posizione?
“Per nulla sorpreso. Le classi politiche del Nord Europa hanno costruito spesso il loro consenso popolare sulla critica superficiale verso i paesi meridionali. Il nostro approccio è opposto: rispettiamo la sovranità di tutti e puntiamo ad un’Europa solidale”.

Il ministro Tria ha chiesto all’Europa 3,6 miliardi di flessibilità in tre anni (lo 0,2% del Pil) per gli interventi contro il dissesto idrogeologico a seguito dei danni causati dal maltempo. Con queste premesse non teme che da Bruxelles dicano No?
“La flessibilità per gli eventi eccezionali è uno dei pochi spunti positivi delle attuali regole europee. Rispondendo no di fronte alle esigenze di migliaia di cittadini alluvionati questa Commissione confermerebbe la sua cattiva fama”.

Per abbassare al 126% nel 2021 il rapporto deficit-Pil, Tria scommette sulla privatizzazione del patrimonio immobiliare. Parliamo di circa 18 miliardi, non sarà una previsione un po’ troppo ottimistica?
“È l’1% del Pil, con la volontà politica si può fare. Tengo a ricordare che non si tratta di immobili strategici ma di secondaria importanza per lo Stato”.

Di Maio ha confermato quota 100 per le pensioni da febbraio e reddito di cittadinanza da marzo. A proposito del reddito come contate di far partire in tempo i nuovi centri per l’impiego?
“Non mi piace parlare di misure che ancora non sono state messe nero su bianco. Abbiamo già stanziato i fondi in Legge di Bilancio ma aspettiamo il decreto collegato per i dettagli. Posso già dire però che stiamo studiando le migliori esperienze internazionali”.

Ci sarà bisogno di un emendamento per rimuovere lo scudo inserito in Manovra in favore degli istituti di credito per proteggersi dai ricorsi dei risparmiatori truffati dalle banche. Ma da dove è spuntata questa norma?
“Le norme europee sugli aiuti di Stato e l’urgenza di presentare la manovra non hanno dato alternativa al governo, ma come annunciato dal vicepremier Di Maio miglioreremo la norma in sede di esame parlamentare coinvolgendo come sempre le stesse associazioni di risparmiatori”.