Renzi d’Arabia vola dal regime bombarolo ma solo per fare nuovi affari. Mentre i Sauditi uccidono nello Yemen con le armi made in Italy

di Carmine Gazzanni
Politica

di Carmine Gazzanni

Solo pochi giorni fa LaNotizia scriveva del commercio di bombe tra Italia e Arabia. Un export di armi mai smentito dal Governo e, come denunciato dalle associazioni di categoria, utilizzate dal regime di Ryad nella guerra in Yemen, un conflitto che in 7 mesi ha portato alla morte di 4000 persone. A fine ottobre, infatti, diverse tonnellate di bombe e munizionamento sono state imbarcate all’aeroporto di Cagliari Elmas su un cargo Boeing 747 della compagnia azera Silk Way con destinazione Arabia Saudita. Nonostante tutto questo e nonostante l’Onu abbia negato ogni autorizzazione all’intervento armato saudita, le aziende militari del nostro Paese continuano a vendere armi e a trasportare bombe in Arabia, con il beneplacito del nostro Governo.

IN PARTENZA – Venerdì, però, un comunicato di Palazzo Chigi ha riferito che ieri e oggi (domenica e lunedì) è in Arabia Saudita proprio il nostro presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Fondamentali gli impegni a cui il premier sarà chiamato. “Domenica 8 novembre alle 21 – riferisce il comunicato stampa – il premier Renzi incontrerà il Principe ereditario e Ministro dell’Interno, Mohammed bin Nayef, e il vice Principe Ereditario e Ministro della Difesa, Mohammed bin Salman”, mentre lunedì visiterà prima “il cantiere della metropolitana di Ryad” e “alle 13 incontrerà Re Abdulaziz Al Saud”. Due giorni di full immersion, insomma, che contemplano anche un non casuale incontro con il ministro della Difesa.

Che Renzi voglia parlare del commercio “illegale” di armi tra Italia e Arabia? Questa è la speranza di tanti, a cominciare da Francesco Vignarca, coordinatore della Rete per il disarmo: “Vedremo cosa accadrà – dice a LaNotizia – Noi speriamo che il premier abbia il buon senso di parlare anche di diritti con il principe arabo”. Senza dimenticare, continua Vignarca, che Renzi incontrerà come detto proprio il ministro della Difesa: “Mi auguro che sia per dirgli ‘dovete smetterla di bombardare’. Ma ho paura che sia, com’è stato ad esempio per il Kuwait a cui abbiamo recentemente venduto 32 eurofighter, per parlare di nuovi accordi e di nuove vendite di armi. Da quello che emergerà dal vertice, vedremo se l’incontro c’è stato per l’una o per l’altra cosa”.

SOLO SOLDI – Vedremo. Certamente, però, Renzi privilegerà gli affari. Non a caso, come detto, andrà in visita sui cantieri della metropolitana di Ryad. Per quale motivo? Semplice: a lavorare lì sono i colossi italiani. Prima Ansaldo, che nel 2013 si è aggiudicata nell’ambito di un consorzio una maxi-commessa per circa 6 miliardi di dollari. E poi Impregilo che solo pochi mesi fa si è aggiudicata l’appalto della nuova rete (per una lunghezza complessiva di circa 180 km) del valore complessivo di circa 23,5 miliardi dollari. Insomma, prima gli affari. Poi, se c’è tempo e voglia, si può pensare ai diritti umani. E il dubbio è che, pure in questo caso, le armi più che un male siano un bene. Economicamente parlando, ovviamente.

Tw: @CarmineGazzanni