Repubblica in festa. Mattarella parla di un’Italia migliore, ma i problemi restano, dalla corruzione all’emarginazione delle periferie

dalla Redazione
Politica

Prendono il via a Roma le celebrazioni della Festa della Repubblica. Dopo l’omaggio delle alte cariche dello Stato alla tomba del Milite Ignoto al Vittoriano, è partita la parata militare lungo i Fori Imperiali.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, già in un’intervista al Corriere, aveva dichiarato che l’Italia “è molto migliore di come noi stessi, a volte, la dipingiamo”, anche se “questo non significa che vada tutto bene”: il Capo dello Stato ricorda le piaghe della corruzione, degli atti efferati, delle periferie che diventano “ghetti di disperazione“.

Mattarella è giunto all’Altare della Patria accompagnato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti e dal capo di Stato maggiore della Difesa Claudio Graziano. Sulle scale del Vittoriano, a ricevere il capo dello Stato, ci sono tra gli altri, il presidente del Senato, Piero Grasso, quello della Camera, Laura Boldrini, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi.

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Anche il premier ha reso omaggio alla ricorrenza, scrivendo su Twitter: “Buona Festa della Repubblica a tutti. Viva l’Italia“. Dalle colonne di Repubblica, invece, è intervenuto il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi: “Ci penso spesso al successo che ebbe il 2 giugno, la riscoperta di una data unificante, un giorno a sigillo di una comunità nazionale“.

Infine, sul tema è intervenuto anche Salvatore Girone: “Vorrei inviare a tutti gli italiani i miei auguri per una buona festa della Repubblica 2016 e ancora una volta un ringraziamento a tutti coloro che durante gli anni che ho trascorso in India, non hanno mai smesso di sostenerci”.

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