La ricerca scientifica contro il cancro sale sul palcoscenico. Al San Carlo di Napoli l’innovativo progetto di Giuseppe Laurelli sui timori dell’endometrio

dalla Redazione
Società
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Il palcoscenico del San Carlo sta per trasformarsi in un angolo della dolce Parigi; continuano infatti gli ultimi ritocchi della Bohème di Puccini, in scena con la prova generale il prossimo 10 gennaio alle 18. Una serata d’eccezione che, nell’ambito del progetto “Il San Carlo per il sociale”, teso a promuovere enti e associazioni benefiche nazionali ed internazionali su delicate tematiche di ricerca, prevenzione, sanità e istruzione, porterà il dottor Giuseppe Laurelli ad aprire la serata nel famoso teatro italiano.

Laurelli, da anni vicedirettore dell’Istituto tumori Napoli-Ircss “G. Pascale”, farà luce sull’innovativo progetto di ricerca clinica e biomolecolare “Endometrial cancer conservative treatment“, messo in atto sotto la sua direzione dall’equipe di videochirugia ginecologica, la quale detiene la più ampia esperienza internazionale, nonché incoraggianti risultati su prestigiose riviste. “Il cancro all’endometrio – spiega Laurelli – è il quinto tumore per frequenza in Italia, con oltre ottomila casi nuovi l’anno. Le donne più colpite si aggirano attorno ai sessant’anni, ma un 25% di donne viene attaccato in fase premenopausale e un 5% prima dei quarant’anni. Il nostro scopo è quello di curare e preservare la fertilità di ogni giovane donna investita da questo male”.

cancroIl nuovo trattamento – Tale progetto, di grande impatto sociale, non prevede la tecnica standard della rimozione chirurgica della massa tumorale e l’asportazione totale di utero e ovaie; il nuovo trattamento conservativo sperimentato dall’equipe del Pascale consente alle pazienti giovani, affette da un tumore di grado istologico basso (g1) allo stadio ‘primo A’ intramucoso, di conservare integra la propria capacità riproduttiva.

“Il Pascale – spiega il dottor Laurelli – detiene la casistica più alta al mondo di sperimentazione del trattamento conservativo su donne. Ad oggi sono circa quaranta le donne che si sono sottoposte a questa nuova tecnica. Tuttavia, negli ultimi anni stiamo registrando un incremento delle domande; alla ricerca clinica e biomolecolare, infatti, abbiamo aggiunto la comunicazione sanitaria per raggiungere il maggior numero di soggetti interessati. Finalmente una voce si sta diffondendo, ma non è ancora abbastanza”. A questo proposito il ruolo dell’informazione potrebbe essere fondamentale: “Informazione e ricerca in questo caso sono strettamente collegate. Abbiamo bisogno di divulgare, di far comprendere, di dare voce a questa scoperta. Ma abbiamo bisogno primamente di una numerosità statistica molto più alta per poter capire se tale tecnica conservativa possa essere applicata d’ora in avanti, sempre. Abbiamo bisogno che i centri oncologici di tutto il mondo si mettano in contatto fra loro per studiare tutto questo e verificare sia efficace o meno”.

A tal proposito, infatti, Laurelli ha dato vita nel febbraio 2015 ad un registro internazionale del trattamento conservativo del cancro dell’endometrio nelle giovani donne, registro che ha la funzione di unificare i risultati ottenuti in tutte le istituzioni, standardizzare la metodica e procedere a un’analisi dei risultati su un campione molto più rilevante.

Cosa dire: la portata del progetto è senza dubbio importantissima. E’ forse l’inizio di una nuova speranza per qualsiasi giovane donna affetta da tale cancro; una speranza non solo per guarire, ma anche per soddisfare quel desiderio di maternità che, per motivi di varia natura, non ha ancora potuto soddisfare.